domenica 31 agosto 2008

Recensione Space invaders extreme(DS)

SPACE INVADERS EXTREME
Piattaforma- Nintendo DS
Sviluppatore-Taito
Produttore-Square Enix
Data uscita-2008
Reperibilità-Ottima


Nel 1978, quando Taito produsse il cabinato di Space Invaders, qualcosa nel mondo videoludico cambiò totalmente: Il videogioco divenne un fenomeno di massa.
Il Giappone si bloccò ammaliato da quei pochi pixel su schermo e da quegli effetti sonori pulsanti tanto che la zecca statale dovette aumentare a dismisura la produzione di monetine atte a far funzionare il cabinato tanta era la richiesta.
Non si poteva evitare di rimanere rapiti di fronte a quello che si vedeva nello schermo e vi erano code chilometriche di novelli Skywalker che non bramavano altro che difendere il pianeta dalla lenta ma inesorabile avanzata aliena.
Si inesorabile visto che l'impresa era senza speranza: ci si ergeva a eroi romantici in un'impresa che altro scopo non aveva che quello di ritardare il più possibile l'invasione aliena visto che prima o poi le difese avrebbero ceduto.
Come appena detto, Space invaders non aveva una fine: l'unico scopo del gioco era semplicemente distruggere più alieni possibili cercando di raggiungere il (ovviamente impossibile) punteggio perfetto.

Dopo questa premessa facciamo un salto di 30 anni esatti e arriviamo al 2008.

Taito decide di dare un tributo al suo figliolo più famoso per il suo 30mo compleanno e di rinnovarlo completamente...Sulle prime sembra che in questi 30 anni non sia cambiato proprio nulla: destra, sinistra, sparo, tutto come un tempo ma, appena colpiremo il primo alieno ci accorgeremo che il gioco è molto più profondo di quanto una prima occhiata lasci trasparire.
Taito ha infarcito le meccaniche di gioco del suo shooter di un sistema di chain che è un misto tra quello di REZ e quello di Ikaruga:
La musica diventa parte integrante delle meccaniche di gioco come nel capolavoro visionario di Tetsuya Mizuguchi e ogni nemico che colpiremo andrà a creare un suono diverso che si fonderà con la trance techno di sottofondo e con i visionari effetti psichedelici dei fondali mentre il colore dei nemici diventerà fondamentale nell sistema di power up: in maniera similare a Ikaruga se colpiremo un certo numero di nemici dello stesso colore otterremo un certo power up che va dallo sparo bomba, al raggio laser allo sparo moltiplicato e combinando questi power up in sequenza si otterrà l'arrivo in alto allo schermo di un ufo lampeggiante che se colpito ci trasporterà in un quadro bonus e se ne usciremo vittoriosi otterremo un momentaneo stato di "fever" che ci doterà di una gettata di fuoco devastante.
Tutto questo sembra altresì complicato, soprattutto per il fatto che vi sono altre tonnellate di combinazioni per ottenere power up diversi e tonnellate di punti extra, ma possiamo assicurare che dopo un minimo di fisiologica assuefazione, le nuove meccaniche dello shooter made in Taito diventano estremamente funzionali e l'esperienza di gioco diventa una vera e propria droga.
Il comparto tecnico, anche se in apparenza spoglio, è un concentrato di stile: impalcatura di gioco old style, effetti grafici visionari e psichedelici, comparto sonoro techno compulsivo( è estremamente consigliato dotarsi di un paio di buone cuffie), lo splendido disegno dei boss di fine livello in pixel art, tutto questo rende Space invaders extreme una gioia per occhi e orecchie.

In definitiva possiamo dire che Taito con questo remake ha fatto centro pieno rendendo attualissimo un gioco di 30 anni fa: Space invaders extreme è un concentrato di stile, un piccolo manifesto cyberpunk portatile, ma soprattutto è un omaggio fatto da Taito per tutti quelli che ancora hanno un conto in sospeso con quegli alieni e noi in questi lidi apprezziamo alquanto il pensiero.
2008: l'odissea nello spazio ricomincia...
Voto-8
Pregi
-Space invaders
-Stile visionario
-Sonoro di grande impatto
-Droga ora come allora
Difetti
-Crea dipendenza

Luca "dracula83" Paternesi

giovedì 26 giugno 2008

Recensione Shadow of the beast(Atari Lynx)

SHADOW OF THE BEAST
Sviluppatore-Reflections
Produttore-Psygnosis
Anno uscita-1992
Reperibilità-Discreta

Anno 1989, Londra, PC Show.
Psygnosis presenta al mondo la sua nuova creatura per Amiga: Shadow of the beast per l'appunto.
Nessuno poteva credere ai propri occhi, non si era mai visto un comparto tecnico di tal fattura: 128 splendidi colori simultaneamente a video, scrolling iperfluido, esasperazione del parallasse(ben 12 livelli per sfondo e pavimentazione), caratterizzazione formidabile dei mostrazzi e del protagonista stesso.
Insomma Shadow of the beast era un vero gioiello di programmazione che seppur minato da una difficoltà mal calibrata tendente alla frustrazione resta ancora oggi uno degli esempi più grandi di arte grafica.
Nel 92 Psygnosis decise di convertire questa mostruosità grafica sulla potente quanto sfortunata console portatile Atari: il Lynx per l'appunto.
Ora, all'epoca console portatile era sinonimo di Game Boy e, quindi se pensiamo alle caratteristiche tecniche dell'8-bit monocromatico Nintendo non possiamo che pensare all'impossibilità di convertire un gioco del genere su una piattaforma portatile senza devastarne il comparto tecnico.
Ma il Lynx aveva molte frecce al suo arco che il più fortunato concorrente Nintendo non poteva nemmeno avvicinare: ampio display LCD a 4096 colori, 16 colori visualizzabili simultaneamente in ogni riga, gestione hardware di zoomate e distorsioni video, multiparallasse.
Quello che ne venne fuori fu una conversione sopraffina con colori splendidi su schermo, scrolling fluidissimo, multiparallasse e sprite disegnati e animati splendidamente: con le dovute proporzioni la versione Lynx di Sotb riusciva a riproporre alla perfezione la versione Amiga in tutta la sua mostruosità grafica.
Raffinato, anche in questa versione, il sonoro con temi atmosferici che sanno valorizzare l'esperienza di gioco e la supportano con un arcano misticismo perfettamente simbiotico con l'aspetto grafico.
Purtroppo dalla versione per Amiga, ereditava anche i difetti principali: un livello di difficoltà immondo in primis(viene da chiederci se Psygnosis effettuò uno straccio di playtesting per questo gioco e se lo ha fatto ci vien da pensare che i propri playtester erano parenti stretti di Alien con tanto di bava alla bocca e sangue acido...).
L'energia della bestia finisce sempre troppo presto e anche se, con una buona dose di sangue sputato e di vite perse, alla fine non è propriamente impossibile venirne a capo sicuramente una maggiore attenzione nella calibrazione della difficoltà avrebbe reso l'esperienza ludica di Sotb molto migliore.
Un'altra "pecca" del gioco in questione è la totale classicità delle meccaniche di gioco che non si discostano dal classico arcade con elementi action, anche se dobbiamo doverosamente dire che in questa versone portatile, un po come accadde nelle versioni per Master System e Game Gear, vennero apportate delle modifiche al sistema di gioco per concedere qualche variazione al tema, ovvero in alcuni punti la componente arcade si fa predominante diventando quasi platformistica e in altre situazioni più adventure sono stati aggiunti svariati puzzle o enigmi che dir si voglia(che comunque non vanno oltre il solito "tira la leva" "muovi l'oggetto" ecc.).

Ma questo Shadow of the beast va valutato con un criterio prettamente "artistico" e qui il gioco Refletion si pone come una pietra miliare di immenso valore ludico per aver dimostrato le enormi capacità di programmazione e le grandi doti artistiche del team di sviluppo e, questa versione Lynx, soprattutto per il fatto di aver trasportato su una console portatile tutto questo ben di dio, rende ancora più merito a questi artisti del pixel.

Voto-8
Pregi
-Conversione sopraffina
-Grafica pazzesca
-Qualche gradita aggiunta rispetto all'originale
Difetti
-Scarsa originalità del gameplay
-Calibrazione della difficoltà tendente al suicidio

Luca "dracula83" Paternesi

giovedì 19 giugno 2008

Recensione Teenage zombies (DS)

TEENAGE ZOMBIES-L'invasione dei cosi alieni a forma di cervello
Sviluppatore-InLight
Produttore-Ignition
Anno uscita-2008
Reperibilità-Ottima


L'invasione dei cosi alieni a forma di cervello...

Con un titolo del genere l'ultima fatica di Ignition meritava il nostro interesse anche a scatola chiusa.
Aggiungiamo poi il fatto che abbiamo visto in giro delle immagini che ci mostravano un platform totalmente incentrato su tematiche da B-movie horror anni '50 e arriviamo alla conclusione che non potevamo assolutamente ingnorare un gioco così spudoratamente e dichiaratamente trash.
La prima sorpresa accade proprio nel negozio, dove ci accorgiamo che il titolo nonostante sia stato appena rilasciato viene venduto al prezzo budget di 29 euro, proprio come un B-Movie, cominciamo assolutamente bene.
Dopo questa doverosa premessa cominciamo con il parlare del gioco.
Già all'inizio veniamo investiti da un'intro che definire evocativo è poco: un vero fumetto(il ds va impugnato a mo di libro) assolutamente esilarante e fuori di testa ci inizierà alla tragicomica vicenda dell'invasione dei cosi alieni a forma di cervello.
Il fumetto poi si ripeterà ad intervalli regolari durante i capitoli di gioco per farci partecipi dell'evoluzione della "trama".
L'atmosfera è totalmente geniale: ci troviamo di fronte a una parodia dei film fantascentifico-horror degli anni 50 in cui gli alieni erano sempre: cattivissimi, super intelligenti(o presunti tali), di forma schifida, possedevano controllo mentale e pistole a raggi e ovviamente erano spudoratamente comunisti(esempio lampante: i bacelloni de L'invasione degli Ultracorpi").
Comunque dicevamo dell'atmofera...geniale, assolutamente: ci troveremo ad arrabattarci tra vomiti acidi o infiammabili, skateboard con ruote da monster truck, supercervelli supremi egocentrici e totalmente idioti da pensare che i Giovani Zombies siano l'ultimo grido del rock n' roll e altre divertentissime e idiote parodie degli stereotipi del genere.
Passando alla tecnica invece siamo piacevolmente colpiti da come una produzione low-budget come questa si presenti altresì accurata e coloratissima con un character design spettacoloso(anche se un pochino ripetitivo) e delle trovate assolutamente geniali.
Il sonoro si attesta su livelli dignitosissimi presentando effetti assolutamente esilaranti e musichette spassose e adattissime al genere.
Il gameplay invece è quanto di più scontato possa esserci trattandosi di un action-platform dal gameplay classicissimo variato solo da dei geniali power up e da dei trascurabilissimi mini-giochi con lo stilo del ds, ma il tutto funziona e molto bene.
Il level design è molto azzeccato ma altresì risulta eccessivamente ripetitivo.
Cosa dire in definitiva?
Per gli amanti dei B-movie, del trash et similia questo è un titolo imprescindibile visto anche il suo prezzo d'acquisto: è divertente, ottimamente caratterizzato e è pregno di un humor letale.
Per tutti gli altri rimane un buon action platform non godibile appieno se non si ama un certo tipo di atmosfere quindi, data anche la presenza di illustri concorrenti con atmosfere più "tradizionali" su DS, abbastanza trascurabile.

Ma per chi ha ancora quel poster in camera de "il mostro della laguna nera" o "Il giorno dei trifidi" e smania per i mostrazzi di gommapiuma anni 50...beh diciamo solo di correre in negozio, spendere questi 29 euro, chiudersi in camera(con tutti i poster vari ovviamente) ficcare nel lettore un bel cd(meglio vinile però) dei Cramps o dei Misfits e divertirsi come un cretino per un bel pò di tempo.
Voto-7
Pregi
Cosi alieni a forma di cervello...ho detto tutto...
Difetti
Non per tutti
Un po' ripetitivo

Luca "dracula83" Paternesi

mercoledì 4 giugno 2008

Grand Theft Auto II(PSX)


GRAND THEFT AUTO 2
Piattaforma-Psx
Sviluppatore-DMA Design
Produttore-Rockstar Games
Data uscita-1999
Reperibilità-Buona

A differenza di quanto fatto tempo addietro dal mio collega Dracula 83 in merito alla recensione di GTA San Andreas, io intendo dimostrarmi entusiasta nei riguardi di questa discussa serie....quando circa un decennio fa faceva breccia nel mondo dei videogiochi con tutto il suo carico di irreverenza e trasbordante violenza in un mondo che per i termini di paragone dell'epoca appariva come enormemente vasto.
Sono dell'idea che putroppo spesso troppe persone si sono infilate in bocca il nome di questo gioco a mò di fellatio....senza aver prima provveduto a collegare tutte le sinapsi del cervello, tutti hanno sentenziato sull'impatto che questo gioco ha dato al mondo dei videogiochi....associazioni di genitori americani filomormoniche e puritane, chiese evangeliste, psicologi, urologi e ginecologi, giornalisti ed avvocati si sono lanciati alla crociata mediatica contro questa controversa serie, spesso facendo anche il gioco dei produttori che hanno sempre beneficiato di tutte le campagne diffamatorie, la massa è fisiologicamente attratta dalle polemiche e dalle gossipate, cosa che ha sempre tirato le vendite della serie di GTA, scusate per la semplicità e le grezzezza del discorso, ma sono dell'idea che un videogioco alla fine è nulla più di un gioco, un intrattenimento spensierato e non ho nessunissima voglia di riempirmi la testa con preconcetti e stronzate sulla natura artistica del videogioco, e tantomeno di deliranti discorsi da funboy....ed è con questo spensierato spirito che andrò a parlarvi di quello che è a mio vedere l'episodio più riuscito di tutta la serie di Grand Theft Auto.
Grand Theft Auto 2 è uscito nell'anno 1999 e viene esattamente due anni dopo la prima incarnazione della serie criminale per eccellenza, vestiremo i panni di un delinquente piuttosto anonimo la cui caratterizzazione è stata credo volutamente trascurata per voler far immedesimare il giocatore nel personaggio o semplicemente si sono dimenticati di caratterizzarlo, comunque è nostro preciso dovere far si che il nostro delinquetello da strapazzo si guadagni una fama e sopratutto dei soldi in una città infestata da tutti i tipi di criminali che possiamo immaginare e per far ciò è inevitabile lasciarsi andare a comportamenti particolarmente efferati e violenti, per esempio vi serve una macchina per spostarvi più velocemente? è sufficiente andare in un parcheggio a scassinarne una o ancora meglio buttarsi in mezzo al traffico e scareventare per terra il proprietario di quella bella spider rossa fiammante e s epoi non è d'accordo e ci insegue tiriamo la retro e lo spetesiamo a terra a mò di piccione sulla provinciale.
Una volta a bordo di un veicolo(auto,ambulanza o camion non importa) potremo quindi sfrecciare velocemente attraverso le strade della città, stando attenti però alle collisioni con gli altri veicoli o l'archittetura cittadina, se il nostro mezzo infatti inizia ad essere particolarmente malandato ed inizia a fumare c'è il serio pericolo che di qua a un pò esploda per aria lanciando in aria le nostre spoglie mortali, se però saremo abbastanzi abili al volante potremo coprire velocemente in poco tempo grosse distanze all'interno della città, usare sapientemente il freno a mano e tenere la destra della careggiata ci farà tagliare divinamente la curva al suo interno facendoci risparmiare tempo e scongiurando l'incidente con i veicoli provenienti in senso opposto.
Ma la città offre anche diverse strutture che casualmente sembrano proprio messe li in piedi per far volare il nostro veicolo....se infatti imboccheremo a folle velocità una di queste rampe potremo coprire in volo diversi metri che verranno conteggiati in un record di volo aereo...un pò per come vedremo poi nella serie in futuro.
Le città dove saremo chiamati a delinquere sono ben 3 ed ognuna è divisa per zone di controllo da tre diverse gang criminali, ogni gang sguinzaglia per le vie della sua zona di influenza i suoi scagnozzi vestiti con gli stessi vestiti per cui sarà facile riconoscerli e guideranno per le loro strade con l'auto ufficiale della loro gang...riconoscere i membri delle diverse gang all'interno della città ci sarà infatti utilissimo per il semplice fatto che a secondo di come ci saremmo comportati con loro in passato o con la gang rivale ci sputeranno adosso tutta la loro potenza di fuoco e cercheranno di investirci con la macchina, oppure ci accoglieranno a braccia aperte.
Se fraternizzeremo parecchio con una gang in particolare questa ci pagherà più profumatamente i nostri lavoretti criminosi, però per contro ci scaglieremo addosso l'ira della gang rivale, dovremo quindi trovare il giusto compromesso tra le gang rivale, a conti fatti,muoversi con discrezione e mantenere la neutralità si rivelerà fondamentale per cercare di portare la pelle a casa, guadagnare più soldi possibili e poterci cosi permettere il biglietto per la città successiva dove poter iniziare una nuova attività criminale.
Oltre alle gang rivali dovremo però anche stare attenti alle forze di polizia che non staranno certo a guardare da spettatori tutti i nostri crimini, investire un pedone, rubare una macchina davanti ad una pattuglia o provocare un'esplosione, incrementerà il counter del livello da ricercato che in base al tipo di reato fatto ci metterò dietro una o più pattuglie della polizia, ma se continueremo a reiterare il crimine e passare cosi il limite potremo davvero metterci in guai seri ed avere alle calcagna i temibili uomini del reparto Swat o ancora peggio gli uomini dell'esercito armati addiritura con i temibili cari armati da guerra.
Il gioco mostra numerosi migliorie al comparto grafico rispetto all'episodio precedente, gli sprite sono decisamente meglio definiti e le esplosioni più curate, cosi come il numero di pixel che compongono i veicoli e le persone, la città è più grande e meglio sviluppata in verticale ed inoltre è piena di passaggi nascosti per passare sui tetti dei vari grattacieli, putroppo manca l'alternarsi del giorno e della notte e il tempo è sempre sul sereno, però non me la sento proprio di pretendere troppo da questo gioco che nonostante i suoi limiti tecnici è riuscito a suo tempo ad offrirmi davvero una valanga di divertenti e spensierate ore di gioco....mi sento in dovere di fare i complimenti a Rockstar per aver tirato fuori un prodotto decisamente originale, divertente e sfacciatamente arcade nelle sue sezioni di guida, oggi come oggi non posso certo considerami un accanto fans della serie, anche perchè l'unico episodio poligonale che ho giocato è stato il Vice City, ma non mi metterò certo neanche tra quei puritani che dietro il loro muretto di saccente superiorità sparano sentenze senza aver prima provato.... GTA è senza dubbio un gioco dove vengono riprodotte azioni violente, ma è anche vero che esiste un sistema europeo di classificazione dei giochi denominato Pegi, che regola l'acquisto dei giochi violenti per evitare che finiscano nelle mani di ragazzini nutellosi in tempesta ormonale decisamente impreparati a scindere il buono dal cattivo...se i genitori iniziassero a crescere in maniera intelligente i loro figli invece di buttarli davanti alla televisone satellitare e alla console con il kinder bueno in mano prima di andare a rompere i maroni in comitati spaccamaroni e liberticidi il mondo ne gioverebbe parecchio...con buona pace delle istituzioni, delle duecentomila dottrine religiose, dei comitati civili e di tutto ciò che voglia fare la morale al divertimento coprendo con una cortina impenetrabile il vero marcio che permea la società.


Voto-8
Pregi
Divertente oltre ogni limite
La violenza c'è, ma nei limiti tecnologici degli sprite dell'epoca
Difetti
Il primo episodio ha rivoluzionato, questo molto meno, pur migliorandosi
Se non si segue la storia, la noia avanza veloce

Andrea "Doria" Marchi

mercoledì 7 maggio 2008

Recensione The legend of Zelda-The wind waker(Gamecube)

THE LEGEND OF ZELDA-THE WIND WAKER
Piattaforma-Gamecube
Sviluppatore-Nintendo
Produttore-Nintendo
Anno uscita-2002
Reperibilità-Buona

Il mondo ha bisogno di eroi e Miyamoto e Aonuma ce ne danno uno a cui non serve essere un ammasso di muscoli per liberarci dal male...gli basta essere il bimbo protagonista di una splendida fiaba.
Oggi l’eroe è colui che con la sua forza(mani nude o armi che siano)e il suo coraggio sbaraglia tutti i cattivi e salva la situazione, il tizio ha i muscoli a fior di pelle e sicuramente lo sguardo da macho o da bel tenebroso.
Uomini indomiti che con una pistola con soli sei colpi dentro sgominano un centinaio di cattivi cazzutissimi armati fino ai denti sfoggiando alla fine della tenzone uno sguardo vanaglorioso in stile Chuck Norris nel momento in cui ha scalato l'Everest con il suo pick up guidando bendato.
Fortunatamente ogni tanto si va oltre questo preconcetto virile...qualcuno che crede ancora che un eroe possa ancora avere i problemi di un bambino e gli occhi lucidi perché lo hanno privato dell’affetto della sorellina minore.
Questo qualcuno è Shigeru Miyamoto che quasi venti anni fa ci raccontò una fiaba che ancora non ci siamo stancati di ascoltare...
La storia di un bimbo chiamato Link impegnato a liberare la principessa Zelda rapita dal perfido Ganon che voleva impossessarsi della triforza per poter dominare e gettare per sempre nell’oscurità il regno di Hyrule. Detta così sembra una fiaba come le altre ma fatto sta che dopo vent’anni e innumerevoli capitoli con questa storia ancora ci emozioniamo come il primo giorno, quindi, vediamo di ricominciare da dove ci eravamo lasciati:dall’insuperato capolavoro Ocarina of time e dal suo grandioso successore Majora’s mask.
Questo episodio è ambientato 100 anni dopo le vicende di Ocarina of time:dopo che l’eroe del tempo ebbe relegato il malvagio nelle viscere della terra la pace tornò sul regno e l’eroe fece ritorno da dove era venuto...ma 100 anni dopo il malvagio riuscì a rompere il sigillo che lo imprigionava e tornò a mietere terrore sulla popolazione che inerme sperava in un ritorno dell’eroe del tempo...ma...questo non avvenne e da li succedettero anni bui fatti di sopraffazione del malvagio sull’indifeso popolo a cui non rimaneva che continuare a pregare per un ritorno dell’eroe che brandendo la spada che poteva esorcizzare il male relegasse di nuovo il maligno nelle viscere della terra e riportasse la luce sul mondo. Fu così che il giorno del suo compleanno un bimbo dell’isola Primula chiamato Link ricevette per regalo da sua nonna una tunica verde che simboleggiava il passaggio all’età adulta(10 anni LOL)...forse il sangue dell’eroe ricominciava a scorrere di nuovo.
Poco dopo la sorellina del bimbo venne rapita da un enorme uccello maligno e il nostro piccolo amico la vede scomparire pian piano davanti ai suoi occhi lucidi.
Così recuperata la spada e lo scudo di famiglia esso partì alla ricerca dell’amata sorella rapita dal male, forse l’eroe era veramente tornato.
Partiamo da un concetto ben delineato: Wind Waker esteticamente è un sogno ad occhi aperti, un vero cartone animato interattivo, uno Zelda in cell-shanding non si era mai visto ed è veramente una delizia per gli occhi, texture ottime, colori pastosi, personaggi e ambienti immensamente caratterizzati e un motore poligonale solido come la roccia, il tutto condito con quella dolcezza che solo Nintendo sa dare ai suoi prodotti.
Una fiaba interattiva che delizia, commuove e trasporta in un mondo lontano chiunque vi si addentri.
Ma cosa sarebbe un bel cartone animato senza una degna colonna sonora?
Nulla, ma anche qui l’unica cosa che si può dire è che siamo su livelli di pura eccellenza: musiche epiche e suadenti di una spensieratezza sconfinata che si fondono con effetti sonori da primo della classe, ma il bello è che come in Ocarina of time la musica è parte integrante del gioco e saremo noi molte volte i direttori d’orchestra tramite una simpatica bacchettina che fungerà come l'ocarina del prequel da elemento interattivo permettendoci ad esempio di controllare i venti.
Molti dei controlli sono rimasti inalterati rispetto ad Ocarina of time e Majora’s mask ma bisogna dire che sono veramente immediati e ottimamente studiati e in più ci sono alcune novità di rilievo come la quick action(un colpo speciale molto spettacolare effettuabile solo quando l’icona del pulsante a si illuminerà sullo schermo, ma durerà pochissimo e dovremo essere velocissimi a compiere l'azione).
Ora veniamo a un punto dolente, la longevità: intendiamoci, il gioco in se stesso è abbastanza lungo(circa sulle 40 ore per completare la trama principale)ma l'estrema facilità con cui si procede mina seriamente la godibilità dell'avventura e la sua longevità, con la sgradita aggiunta che le subquest(di cui il gioco è pieno) non invogliano appieno ad essere completate come invece succedeva in Ocarina.
Che dire, Wind waker viene dopo quello che è considerato uno dei migliori videogiochi di sempre(Ocarina of time)e il suo successore(Majora's mask), i perfetti contrari, la luce e l'ombra, l'epicità e la malinconia, le trame di incanto che si fondono in un'unica poesia,quindi va a scontrarsi direttamente con dei titani e...
possiamo dire purtroppo che ne esce parzialmente sconfitto minato da una longevità e difficoltà generale non all'altezza dei suoi predecessori facendolo di fatto sembrare un prodotto un po incompleto al confronto.
Ma Wind waker comunque ha una sua sconvolgente individualità nella serie e un'atmosfera deliziosa che insieme a un comparto tecnico artistico da lacrimoni agli occhi lo rendono lo stesso un'esperienza estremamente appagante e più che consigliata.
Una sconfitta e una vittoria quindi diciamo in fondo, questo Zelda appare forse un po troppo remissivo nei confronti dei suoi illustri predecessori ma sa comunque imporsi come uno degli episodi più puramente poetici della serie, forse il più poetico...e non è poco, non è affatto poco credeteci.

Voto-8
Pregi
-Tecnicamente assurdo
-Esteticamente e stilisticamente delizioso
-Forse lo Zelda più poetico e sognante
Difetti
-Troppo remissivo nei confronti dei predecessori
-Longevità scarsa per la serie
-Difficoltà risibile

Luca "dracula83" Paternesi

Recensione Metroid Prime 2 Echoes(Gamecube)

METROID PRIME 2 ECHOES
Piattaforma-Gamecube
Sviluppatore-Retro studios
Produttore-Nintendo
Anno uscita-2004
Reperibilità-Buona

...E Dio creò la luce...
Nel 2004 i Retro studios aggiungono l'oscurità...
Tra le rovine di un fiorente pianeta e la sua antitesi oscura ecco a voi il ritorno di Samus Aran su GC...con un imperativo:superare o perlomeno egualiare un gioco seminale...Metroid Prime.

Come in tutto il resto anche nel nostro piccolo mondo fatto di pixel e texture ci sono cose che si crede non possano essere migliorate, capolavori che abbagliano nella loro lucente e apparente perfezione, capolavori capaci di intimorire qualsiasi game designer incaricato di creare un seguito degli stessi.
Ma si sa che esistono anche personaggi tenaci, persone capaci di non farsi intimorire e, per fortuna, i Retro studios si inseriscono di prepotenza tra questi imbattendosi nuovamente nella cacciatrice di taglie made in Nintendo facendoci di nuovo gridare al miracolo.
Tutto comincia con la nostra cacciatrice che intercetta un messaggio di soccorso della federazione galattica che le chiede di cercare notizie di una loro pattuglia che stava inseguendo una goletta dei pirati spaziali e che e’ precipitata insieme a loro nello sconosciuto pianeta Aether.
L’inizio non è dei migliori per la nostra Samus:la sua navicella viene danneggiata da una tempesta magnetica e costringe la nostra a raggiungere il punto da cui è partita la chiamata a piedi.
Sovviene una sensazione di sgomento appena si cominciano a notare i primi cadaveri di soldati e di luminoth(un popolo saggio e fiero che da tempo immemorabile abitava il pianeta)ma ancor più sgomento sovviene quando la nostra cacciatrice viene espropriata di molti dei suoi equipaggiamenti(nel mezzo di un passaggio nell’Aether oscura)dai terribili Ing(una razza aliena spietata e sanguinaria che popola la controparte oscura del pianeta, essi sono degli esseri fatti di pura ombra e possono sciogliersi nel suolo e ricomparire poi magari alle spalle di Samus).
Detto ciò andiamo ad analizzare il gioco nel dettaglio confrontandolo inevitabilmente col suo incredibile predecessore.
Anche stavolta gli sviluppatori texani non si sono risparmiati : il comparto grafico è quanto di meglio la generazione di console a 128 bit possa esprimere, scenari mastodontici e di inegualiabile bellezza, boss enormi e magistralmente realizzati, texture di primo livello e poligoni a volontà...il tutto inchiodato sui 60fps.
Tutto ciò che Prime aveva di splendido tecnicamente è stato addirittura migliorato, possiamo dire che la grafica è un vero e proprio attentato alla sanità mentale dell'ignaro gameplayer che diverrà parte integrante di uno splendido mondo in rovina e della sua morbosamente affascinante controparte oscura...
Prime era un assoluto miracolo di gameplay capace di invecchiare di 10 anni qualsiasi altro FPS giocato con un pad.
Tutto ciò in Echoes è rimasto inalterato, il che è un bene data la bontà del precerdente sistema di controllo e un male allo stesso tempo per la totale mancanza di novità di rilievo: Controllare Samus rimane una esperienza appagantissima ma la totale mancanza di una benchè minima innovazione sul fronte dei controlli fa si che in questo campo Echoes risulti penalizzato verso il suo prequel.
Sin dalla sua prima apparizione sul glorioso nes Metroid si è dimostrato un titolo dalle tinte cupe e claustrofobiche, capace di gettare il giocatore nella più totale solitudine in un pianeta ostile.
Beh ragazzi...in Echoes le cose si fanno estremamente più serie e in questo buona parte del merito va al sonoro: musiche, in parte inedite, in parte prese dai passati episodi, di una bellezza disarmante, tanto suadenti quanto oscure capaci di passare dall'essere cupe e introspettive nei momenti esplorativi all'essere un devastante bombardamento di bps negli sconti più concitati, il tutto condito con effetti sonori da denuncia(provate ad ascoltare un grido di un Ing guerriero o un cupo verso di una creatura subaquea), il consiglio del recensore è di munirsi di un buon paio di cuffie o di un impianto dolby prologic e vedrete veramente davanti a voi incarnarsi l'Angoscia.
Il gioco di per se si presenta ben più difficoltoso di Prime(che non era affatto facile)e Aether di per se è un luogo immenso, a lui aggiungete una altrettanto grande controparte oscura e un modo totalmente diverso di approcciarsi ai due diversi mondi: se nel mondo di luce potete esplorare con calma il circostante nel mondo di tenebra dovete approcciarvi in modo totalmente diverso altrimenti il bagliore che vi protegge(nel mondo ti tenebra l'aria e' talmente metifica da intaccare persino la tuta di samus quindi per salvare la vostra incolumità dovrete affidarvi a delle bolle di aria bonificata rilasciate dai luminoth nelle loro escursioni sul pianeta oscuro)potrebbe spegnersi da un momento all'altro e lasciarvi, soli e sgomenti in preda della tenebra più profonda.
Tutto ciò permette a Echoes di essere si un titolo altamente longevo ma anche estremamente difficoltoso e a tratti frustrante.
Il gioco presenta anche una modalità multiplayer che però sembra più una forzatura commerciale tanto per cercare di inserire il suddetto gioco in concorrenza con i più famosi FPS e rimane completamente in ombra della modalità in singolo.

Beh che dire, i Retro studios l’hanno fatta grossa: sono riusciti a migliorare ciò che non si immaginava potesse essere migliorato.
Quanto apparirà hai nostri occhi dopo aver inserito il mini-dvd nel cubo è un evento capace di illuminare la vista del giocatore con le sue luci e di intimorirlo con le sue ombre.
Certo non è esente da critiche: una su tutte per il fatto che in fondo questo Echoes attinge troppo da Prime(quale crimine!)non presentando grandi rivoluzioni, poi potremmo parlare dei punti di salvataggio(sempre troppo distanti tra loro)però nulla toglie a questo gioco la palma di killer application per il GC, un gioco come pochi se ne possono vedere nella 128 bit generation e che merita la considerazione di chiunque possegga un GC(per chi non lo ha potrebbe essere l’occasione per prenderlo) visto che riesce a tenere ottimamente il confronto con il suo illustre predecessore e il suo ancora più illustro antenato Super Metroid su SNES e, last but not least, si dimostra ben superiore ad altre produzioni più "blasonate" che nell'oscurantismo mediatico e videoludico della passata(e forse anche della presente) generazione di console hanno venduto dieci volte tanto dei due Prime messi insieme.

Che la luce di Aether illumini il tuo cammino Samus, questa volta il nemico e’ il Buio in persona!!!

Voto-9,2
Pregi
-Grafica indescrivibile
-Sonoro indescrivibile
-Gameplay indescrivibile
Difetti
-Nell'ombra di Prime
-Sovente eccessivamente difficoltoso

Luca "dracula83" Paternesi

martedì 6 maggio 2008

Recensione Super Mario Kart(SNES)

SUPER MARIO KART
Piattaforma-SNES
Sviluppatore-Nintendo
Produttore-Nintendo
Anno uscita-1992
Reperibilità-Buona

Anno 1992, su Super Nintendo prendeva vita LA devastazione corsistica multiplayer per eccellenza: Super Mario Kart per l'appunto.
Questo gioco a una occhiata superficiale può sembrare "solo" uno dei più divertenti e immediati arcade corsistici di sempre ma non è cosi', SMK è molto di più:
Super Mario Kart è uno dei titoli corsistici più profondi e tecnici della storia del videogioco a dispetto del suo aspetto spensierato.
Per venire a capo delle gare su pista soprattutto alle difficoltà più elevate si dovrà affinare la tecnica in maniera vertiginosa, calcolare le derapate al millimetro per limare quel decimo di secondo, usare i gadget a disposizione con precisione chirurgica, limare quel secondo in avvio di gara partendo a razzo.
Quello che come dicevamo si presenta come un divertente arcade spensierato invece si rivela essere una sfida vera, durissima nonchè teatro di epiche sfide in multyplayer e qui viene il bello...
Si perchè a differenza dei suoi più o meno riusciti seguiti in cui un novellino grazie al bonus giusto e a una buona dose di sacrosanto culo può sperare di vincere contro un giocatore più esperto, qui ciò non capiterà quasi mai e il novellino potrà anche mettersi l'anima in pace e rimboccarsi le maniche per affinare la propria tecnica perchè altrimenti non se ne esce: Super Mario Kart la vittoria te la fa sudare...e non ci sono scuse che tengano.
Tecnicamente il gioco fa uno splendido sfoggio dei cambi di inquadratura possibili grazie al mode 7 dando una buona sensazione di tridimensionalità pur essendo il gioco di fatto tutto in 2d, il character design è su livelli di pura eccellenza e altrettanto possiamo dire del track design, estremamente ispirati e coloratissimi, e del sonoro con le solite musichette memorabili.
Insomma è quasi inutile recensire Mario Kart sulla sua tecnicità perchè è cosa arcinota che essa è su livelli vertiginosi per l'epoca.
Ciò che ci preme di ricordare invece è che tuttora questo Super Mario Kart pur imitatissimo è ancora inegualiato persino dai suoi numerosi sequel made in Nintendo: non fraintendiamoci, sono tutti più o meno ottimi giochi gli episodi successivi della serie, ma nessuno di essi può vantare la profondità ludica e la sensazione di sfida assoluta che ha il primo episodio.
Insomma se volete divertirvi spensieratamente e senza troppi problemi va bene un qualsiasi degli altri ottimi episodi della serie, ma se volete giocare a MARIOKART dovete tirare fuori il vecchio Snes dalla scatola nell'armadio e inserire la cartuccia di Super Mario Kart, non c'e' alternativa...
Voto-9,7
Pregi
-Inegualiato...
Difetti
-Inegualiato...

Luca "dracula83" Paternesi

Recensione Rise of the robots(SNES)

RISE OF THE ROBOTS
Piattaforma-SNES
Sviluppatore-Mirage
Produttore-Acclaim
Anno uscita-1994
Reperibilità-Non reperitelo, fatevi un favore...

Ora ragazzi, dobbiamo doverosamente fare una premessa prima di iniziare questa recensione:sappiate fin da subito che in questo momento vi trovate di fronte al più brutto picchiaduro mai creato a memoria d'uomo nonchè uno dei più brutti videogiochi della storia in generale.

Fatta questa doverosa premessa iniziamo ad analizzare questa perla di game design lasciata ai posteri da Mirage e convertita all'epoca per praticamente tutte le piattaforme disponibili.
Iniziamo con qualche cenno storico...
Prima della sua uscita sul mercato datata 1994, questo gioco si presentava sulle maggiori testate giornalistiche specializzate dell'epoca con screenshoot splendidi che mostravano una grafica mai vista prima d'ora: robot iperrealistici, fondali dettagliatissimi, un messia insomma(come sempre).
Poi ovviamente tanto per tener fede alla regola, la campagna pubblicitaria non fu affatto da meno, mancavano solo i fuochi d'artificio e la camminata sulle acque del cyborg per mostrare al mondo l'arrivo del messia videoludico che avrebbe in un solo colpo invecchiato tutta la produzione di picchiaduro di 10 anni.
Tanto per continuare con coerenza a tener fede alla regola come dicevamo prima, il gioco, a conti fatti invece si rivelò una schifezza totale, ma non una schifezza di quelle passabili, di quelle "che in fondo la bella grafica un po le salva", no una merdata totale senza possibilità di appello come ora andremo ad appurare.
Il gioco in questione, come dicevamo in apertura, è stato, è e crediamo rimarra per un bel pezzo il picchiaduro più osceno mai concepito, una gemma di chiavicume che non sembra neppure possibile essere concepita da un'essere umano: le immagini che troverete in questa recensione potrebbero farvi pensare che almeno il gioco possegga una buona grafica ma non è così, assolutamente, le animazioni dei robot sono più scattose di un balletto di Valeria Marini e il tutto si muove con una lentezza tale da far si che il gameplayer può benissimo farsi la barba nel frattempo che il suo robot già proteso in salto colpisca l'avversario.
Ma insomma andiamo a fare il nostro lavoro con un po più di professionalità e analizziamo la tecnica del gioco, cavolo in 32 mb(avete capito bene!) di cartuccia qualcosa di buono ci sarà pure no?
Sicuramente personaggi a bizzeffe e tantissime mosse per sollazzare la nostra fame di picchia picchia...ehm...ehr...7 personaggi ehm di cui solo uno selezionabile in single player e le mosse speciali, beh c'e' il calcio...il pugno...il calcio, il pugno AH SI SI! C'E' ANCHE LA SPALLATA!!!
Anche i nemici hanno due sole mosse ed in aggiunta, siccome l'intelligenza artificiale rasenta quella di un'oca lobotomizzata, l'unica cosa che faranno essi e saltarci contro e calciare...
Presi da sconforto speriamo per lo meno di divertirci in multi con un amico selezionando i vari robottoni ma...perche' solo uno di noi due puo' selezionare il robot?
C'e' qualche problema nel gioco?
Purtroppo no ragazzi, se si gioca in multy uno dei due contendenti deve usare necessariamente il cyborg perchè secondo Mirage questo era uno scotto più che giusto da pagare in pegno al quantitativo di memoria usato per calcolare le collisioni al millimetro...
Bene facciamo finta di accettarlo ma...qualcuno alla Mirage ci puo' spiegare perche' in queste collisioni calcolate al millimetro che hanno succhiato memoria al pari di di un ubriacone con la bottiglia di bourbon in mano, non si riesce a capire come, quando e dove si viene colpiti nell'imprecisione totale di questo guazzabuglio di codice?
Il sonoro poi doveva essere un'altra delle frecce all'arco del gioco: MUSICA COMPOSTA DA BRIAN MAY DEI QUEEN!!!(la track iniziale di 20 secondi....tutto il resto si riduce a delle orride tracce simil techno e effetti sonori ridicoli) no comment.
Ah stavamo quasi per dimenticarci delle inutile sequenze in computergrafica tanto appariscenti per l'epoca quanto di fatto ridicole e mal fatte.
Rise of the robots è questo: un mero camuffamento di un prodotto schifoso che più schifoso non si può, il picchiaduro più osceno mai concepito che nella nullificazione di ogni concetto ludico-artistico che è insita in esso raggiunge una sconvolgente individualità che nel bene(vabbè si fa per dire) e nel male(in tutto e per tutto) lo rende degno di essere ricordato se non per meriti ludici(che di fatto non ne ha) almeno per aver di fatto tracciato la strada a tutte quelle produzioni multimiliardarie future che poi si sono rivelate merde totali...

...a suo modo è un precursore.

VOTO-1

PREGI
...
...
...
DIFETTI
Esiste...

Luca "dracula83" Paternesi

martedì 8 aprile 2008

Recensione Journey to Silius(NES)

JOURNEY TO SILIUS
Sviluppatore-Sunsoft
Produttore-Sunsoft
Piattaforma-NES
Anno uscita-1990
Reperibilità-Buona

Anno stellare 2008, stazione orbitante Jurassicpad, qui è il capitano Dracula che vi parla...Ci stiamo accingendo a recensire un gioco di esattamente 18 anni fa in piena età del poligono e dei controller sensibili al movimento: grafica 2d, 8 bit, una croce direzionale select, start, A e B...ma tanto bastava per farci sognare gli spazi siderali...

Tanto per essere coerenti con l'intro cominciamo allo stesso modo: Anno stellare 1990, la piattaforma orbitante Nintendo Entertainment System era alla fine del suo ciclo vitale e di li a pochissimo sarebbe stata sostituita dal nuovissimo e molto più potente Super Nintendo.
Proprio in questo periodo Sunsoft decide di regalarci un po di eccellenza blastatoria bidimensionale e prendendo saggiamente spunto dalle meccaniche collaudatissime del sommo Contra di Konami pubblica quello che necessariamente deve essere ricordato come uno dei più impressionanti giochi mai usciti per la piattaforma 8 bit Nintendo.
Anno 0373 del nuovo ordinamento galattico...Journey to Silius ci narra le vicende di Jay McCray che abbandona la Terra oramai sovrafollata e invivibile per stabilirsi con in padre nella colonia spaziale di Silius.
Non tutte le ciambelle escono però con il buco e quindi il nostro affezionatissimo si trova eroe impavido e improvvisato dopo un attacco terroristico in cui il padre verrà ucciso.
Come dicevamo Jay si trova eroe vendicatore improvvisato in un mondo in preda all'incubo post-atomico, opprimenti scenari futuristici e apocalittici di un pianeta in rovina oppresso dai Robot.
I circuiti del NES sono sfruttati allo spasimo come pochi altri giochi sono riusciti a fare su questa piattaforma.
Gli scenari sono pregni di tocchi di classe e disegnati in maniera sublime cosiccome le animazioni dei nemici e del nostro stesso personaggio.
Invidiabile è il dettaglio presente sullo schermo e splendida e variegata la palette di colori usata.
Emozionante anche il sonoro: gli effetti sono efficacissimi e le musiche sono altresì azzeccate, risultando trascinanti e adeguatamente immersive nell'immedesimare il gameplayer nell'incubo "metallaro" del protagonista.
Arcade action dannatamente funzionale e bastardo, questa in sintesi è la meccanica di gioco di Journey to Silius:come accennavamo prima, Sunsoft prende la lezione di Contra e ne ripropone con un tocco personale le meccaniche classiche ma collaudatissime da becero action game.Pistola laser in mano e barra di energia: niente di più semplice e classicamente arcade dicevamo,ma... Silius ci presenta anche degli stage molto intricati ed articolati dimostrando che Sunsoft oltre ad aver fatto tesoro delle meccaniche action, sapeva padroneggiare benissimo anche quelle tipicamente platformistiche.
Silius è difficile, molto difficile, come si usava un tempo: nemici che ti assalgono da tutte le parti e blastamento totale, questo gioco è pura cattiveria bidimensionale e il giocatore occasionale, immaginiamo, lo butterà dalla finestra al massimo dopo esser arrivato al primo mostrazzo di fine livello e aver lanciato il pad contro il televisore stizzito e frustrato.

Ma a Sunsoft va comunque dato plauso del fatto di aver creato un progetto action di spessore ludico molto elevato e di grande caratura e, soprattutto, le va dato merito di aver per lo meno tentato di portare un gioco con tematiche come terrorismo, mortalità scenari post atomici in una piattaforma (salvo alcune gradite eccezioni) generalmente poco avvezza a tematiche del genere.
Cosa dire in definitiva?
Beh il titolo Sunsoft di certo non si presenta come un gioco rivoluzionario(nemmeno all'epoca) ma, sin dall'inizio noteremo che è granitico come la roccia nelle sue collaudate meccaniche, noteremo che è tecnicamente e artisticamente un gioiellino, noteremo che è appassionante nelle sue vicende smaccatamente Sci-Fi e che non potremo far a meno di vedere se riusciremo alla fine vendicare nostro padre.
Ma, nel frattempo, noteremo anche che bastardamente difficile e che spesso e volentieri saremo esausti a fine partita...ma felici, felici di aver vissuto un bel po di sana eccellenza blastatoria vecchia maniera e felici di aver riscoperto un gioiellino che merita di stare ai primi posti della splendida softeca del vecchio mangiacartuccione a 8 bit di casa nintendo.
Consigliatissimo.
Voto-9
Pregi
Tecnicamente convincente
Atmosfera efficace
dannatamente arcade
Difetti
difficile, molto difficile
Luca "dracula83" Paternesi

mercoledì 19 marzo 2008

Speciale E sognavamo l'infinito...

E SOGNAVAMO L'INFINITO...


Proprio pochi giorni fa ho avuto sottomano Mass Effect per X360, gran gioco assolutamente, progetto ruolistico di stampo occidentale di assoluto spessore e novella Sci-fi altamente appassionante.Tutto rose e fiori quindi?
No, non direi...dopo una prova approfondita non riuscivo a togliermi dalla bocca uno strano retrogusto di delusione...
Come, direte voi, spende parole di lusinghe per il gioco poi se ne rivela deluso?
Ebbene si, almeno in parte diciamo.
La memoria corre a quel primo Metroid datato 1986 oppure al magniloquente Journey to Silius del 1990 entrambi su Nes.Pochi sprites su fondali disegnati, sonoro rudimentale e...tanta immaginazione.
Si l'immaginazione: eravamo li a muovere quelle manciate di pixel e ci sognavamo novelli Skywalker, bastava poco per farci sognare l'infinito e oltre.
Sicuramente parlerò da nostalgico, me ne rendo conto, ma è innegabile che negli ultimi anni, vuoi per l'esponenziale potenziamento degli hardware, vuoi per l'avvicinamento al mondo videoludico di produttori e soprattutto di utenza che con esso c'entrano come cavoli a merenda, che il videogioco ha virato totalmente verso una spettacolarizzazione di stampo hollywoodiano atta a sfornare il blockbuster di turno fregandosene dell'utenza che voleva qualcosa di diverso, che poi è la stessa utenza che ha fatto "mangiare" i succitati produttori in tutti questi anni.Ora, lungi da me essere "razzista"
"Metroid, Journey to Silius e Mass effect:
l'evoluzione ludica delle epopee Sci-fi..."
verso la New Wave di utenza videoludica, anzi è un bene per questo tipo di industria che altri tipi di utenze vi si avvicinino, ma questo allargamento di bacino di utenza purtroppo ha portato i produttori (avidi di introiti come è normale che sia) a tralasciare quasi totalmente il comparto "ludico" tanto caro ai gamer di un tempo e si è lanciata in questo nuovo "business" fatto maggiormente di introiti da capogiro e esperienze ludiche che di ludico hanno ben poco in favore di una ricerca estetico-spettacolare oramai sin troppo marcata.
Per rendersene conto basta analizzare il significato di videogioco avventuroide: fate un confronto tra una avventura Lucasfilm dei tempi buoni e una di oggi, bene noterete un netto calo dell'intelligenza degli enigmi per il semplice fatto di renderli fruibili anche a utenze meno avvezze al videoludo, noterete un, ovviamente, netto miglioramento tecnico, ma un altrettanto netto calo artistico.
Ovviamente non siamo così radicali da riunire sotto questo catalogazione tutti i prodotti usciti dopo una certa data, fortunatamente ancora oggi escono prodottiche sanno coniugare un comparto tecnico d'avanguardia con una giocabilità e una ludicità allo stesso livello: Metroid Prime, Ico, Colossus,
"Monkey island 2 e Still life: così si è evoluto
il videogioco di stampo avventuroide..."
Jade empire, Mario Galaxy, Zack & Wiki, Bioshock e molti altri, ma non possiamo non notare che essi stanno sempre di più diventando l'eccezione e non la regola...e ce ne dispiace, perchè quando sognavamo con Journey to Silius di essere novelli Skywalker senza neanche sapere cosa poteva essere un poligono texturizzato, sognavamo anche un futuro diverso per il videoludo, sicuramente migliore di questo...
Chiamateci pure nostalgici...se si tratta di un pollo di gomma con una carrucola in mezzo ne andiamo fieri.
Luca"dracula83"Paternesi

martedì 18 marzo 2008

Recensione Maniac Mansion(Amiga 500)

MANIAC MANSION
Piattaforma-Amiga500
Sviluppatore-Lucasfilm
Produttore-Lucasfilm
Data uscita-1988
Reperibilità-Scarsa
Lucasfilm...quella vera...quanti ricordi...Bei tempi, facevi bootare l'Amiga(invece di mandare a boottane il proprio tempo su GTA San Andreas...) e godevi delle migliori storie interattive avventuroidi che siano mai state create.Ora quasi ci si vergogna a dirlo, travolti come siamo dall'ansia da prestazione grafica che-se-non-abbiamo-un-quad-core-con-due-8800-in-sli-non-viviamo, ma queste piccole grandi opere d'arte ci divertivano...stimolavano la nostra intelligenza...bei tempi dicevamo...Questo Maniac Mansion è stato il primo gioco ad usare lo SCUMM(che appunto sta per SCript Utility for Maniac Mansion) il geniale connubio tra un motore grafico e un linguaggio di programmazione di cui abbiamo parlato nella recensione di Monkey Island.Il primo di una lungimirante stirpe di videogiochi marcatamente avventuroidi pregni di humor dissacrante che avrebbero segnato la gloriosa produzione della software house statunitense negli anni a venire...bei tempi dicevamo...La trama è di una cretinaggine inaudita...ed è questo il bello: una meteora criminale(cominciamo bene eh?) atterra nel giardino dello stimato dott.Fred e lo assoggetta ai suoi voleri...20 anni dopo, il dottore rapisce la vostra ragazza per condurre su di lei terrificanti esperimenti e voi, indomiti, con al seguito due dei vostri amici dovrete far di tutto per salvarla arrabattandovi tra tentacoli mutilati con velleità da rockstar, reattori nucleari in cantina e molte altre cretinate letali e dissacranti che vi faranno morire dal ridere dall'inizio alla fine del gioco.Detto questo vi sarà chiaro un concetto semplice semplice nel trattare questo gioco: Maniac mansion è folle, è fuori di testa, ma come ogni avventura Lucas dei tempi buoni e tanto folle quanto intelligente e quindi anche quando vedrete che la follia sta prendendo il sopravvento e che state cadendo nell'idiozia più totale vi renderete conto che ci sarà sempre un filo logico a sostenere il tutto, si dovrete spremere a dovere le vostre meningi oramai ottenebrate da una stratosfera di poligoni per riuscire nell'impresa di terminare questo gioco annoverato come una delle avventure Lucas più squisitamente bastarde.Bastardo dicevamo, si perchè Maniac Mansion fa di tutto per far si che l'ignaro gameplayer inveisca contro molte delle anime pie nei suoi paraggi: Passi che la risoluzione degli enigmi è difficile di suo, passi che per terminarlo completamente bisogna finirlo varie volte dati i finali multipli, passi che l'avventura è piena di oggetti totalmente inutili e squisitamente fuorvianti,passi tutto questo, ma siate consapevoli che: se addirittura sbagliate la scelta dei personaggi a inizio avventura, beh sappiate che vi sarà impossibile terminare l'avventura...bastardi no? bei tempi dicevamo...Graficamente Maniac Mansion non può essere giudicato con i canoni odierni in quanto il suo status di classico lo pone al di sopra del mero invecchiamento tecnologico, fatevi comunque bastare una delle estetiche più dissacranti di tutti i tempi, fatevi bastare una caratterizzazione letale dei personaggi e locations, fatevi bastare un'atmosfera geniale e parodistica da b-movie anni 50 e ve ne fregherete del fatto che il tutto è composto da sprites colorati con una semplice palette di 32 colori.A livello sonoro non possiamo che ripetere le cnsiderazione già fatte per il comparto grafico: le musichette e gli effetti sonori sono quanto di più azzeccato ci possa essere per questa specifica situazione ludica e non fanno altro che enfatizzare l'atmosfera nonsense di questo grand guignol della scemenza ludica( il tema iniziale è da capogiro ancora oggi) come dicevamo sopra, fatevi bastare tutto questo e ve ne fregherete se il sonoro proviene da un semplice 4 canali in stereo.In definitiva questo Maniac Mansion rientra di diritto nell'olimpo delle avventure grafice anche solo per il suo status di pioniere ma, se siete dei tipi un po particolari, se siete appassionati di b-movie e se ancora avete la "pessima" abitudine di riguardarvi il Rocky horror picture show ogni tanto...beh allora questo gioco potrebbe scalare moltissime posizioni nella vostra personale classifica dei videogiochi avventuroidi.Dissacrante, ironico, umoristicamente letale, intelligente, spregiudicato,Lucasfilm...Maniac mansion...bei tempi dicevamo...
Voto-9
Pregi
Pionieristico
Geniale
Ironico
Dissacrante
Difetti
Niente di importante
Luca"dracula83"Paternesi

venerdì 14 marzo 2008

Recensione Forza Motorsport 2(X360)

FORZA MOTORSPORT 2
Piattaforma - Xbox 360
Sviluppatore - Turn 10 Studios
Produttore - Microsoft Game Studios
Data uscita-2007
Reperibilità - Ottima

Io odio Microsoft. Io sono un Nintendaro. Uno di quelli che sono cresciuti a pane e Nintendo, uno di quelli che comprano le console al day one, uno che adora il Wii anche se al momento si è rivelata, in ambito software, la console più deludente della storia della società di Kyoto assieme al Virtual Boy ( Nd/Dracula83, l'amministratore si dissocia dagli atteggiamenti funboyari di Grampasso :)) . Ebbene, nonstante io sia un Nintendaro che mette la "n" maiuscola solamente davanti alla parola Nintendo, poco tempo fa ho comprato un Xbox 360. Mi sono fumato il cervello, direte voi. Sì, rispondo io, mi sono fumate le orbite oculari quando ho visto questo maledettissimo gioco girare in bassa risoluzione con un marcissimo cavo scart sulla mia televisione. Graficamente Forza Motorsport 2 è una versione in HD di Forza Motorsport, c'è poco da fare, e quindi vederlo girare su una tv crt significa sminuire quel poco di innovazione grafica che merita. Ebbene, a causa di Dracula 83, mi sono comprato il suddettolo botolo: una console pesante quasi come un'Audi, una console da boxari, da servizi online a pagamento, da facciamo i nerd tamarri. L'ho comprato assieme a Viva Pinata e Forza Motorsport 2. Il primo non l'ho toccato, lasciandolo giocare alla mia gioiosa ragazza. Con trepidazione spasmodica ho tuttavia inserito il dvd del gioco di corse all'interno di quel frigo bianco per sentire il rombo di un motore sovralimentato, il fischio di quattro gomme sull'asfalto, il fragore del punta-tacco, il calore di dischi incandescenti. Questo è senz'ombra di dubbio un signor simulatore di guida. Non perché necessiti di una guida pulita per ottenere ottimi tempi o perché ti accompagni con sapienza lungo i tracciati che compongono il gioco, riproduzioni fedeli e maniacali di controparti reali, ma perchè dona quel piacere di guida verosimile che sfiora le sensazioni che si provano guidando veramente. Senza dover per forza usare un volante e una pedaliera, il gioco si fonde alla perfezione con il pad della console. I grilletti sono sensibili e gestiscono alla perfezione acceleratore e freno, tanto da farvi abbandonare sin dall'inizio gli inutili e frivoli aiuti alla guida: l'elettronica non c'entra nulla con le automobili, occorre giusto per dare qualche cavallo in più al motore. Iniziamo subito dunque con un'automobile anni '80, trazione anteriore, tanto sottosterzo e poca tenuta, la imbottiamo di cavalli non appena guadagnamo qualche soldo e via con le gare successive. Forza Motorsport 2 vi mette di fronte una varietà di competizioni varia tanto quanto il parco auto del gioco. E questo, signori, è tutto dire. Sbaverete e inorridirete allo stesso tempo constatando che gioiellini campeggiano all'interno del titolo di Turn 10 affiancati da alcuni dei catorci più tamarri che l'industria automobilistica abbia mai partorito. La fisica di ognuno di questi è riprodotta nel migliore dei modi, e anche se i programmatori si sono presi qualche libertà più o meno fantasiosa per quanto riguarda le elaborazioni, le prestazioni delle auto sono piuttosto verosimili, e non troppo esagerate, soprattutto per quanto riguarda le sensazioni che trasmettono. Sarà che il gioco gira a 30 fps costanti, ma la sensazione di velocità non è mai eccessiva, e solo superati i 300 km/h sembra di andare davvero forte, e non con tutte le macchine. Il difetto è ancora più evidente se si adotta una visuale dall'esterno: in questo caso la sensazione di velocità che si avverte è minore di una corsa su un girello. Gli autodromi riprodotti sono i più vari e passano da alcuni circuiti di prova a percorsi più noti come Silverstone, la Laguna Seca e il compianto Nurburgring. L'Inferno verde si snoda in tutta la sua lunghezza unendo paraboliche a lunghi rettilinei, curve ad angolo retto e tornanti. In quel percorso c'è tutto, vita e morte dell'automobilismo moderno e non: per portare a termine anche un solo giro in tempi decenti e senza sbavature ci vogliono memoria, precisione e tanto, tanto manico. Il parco auto fa sbiancare il migliore dei Gran Turismo, e soddisfa ogni tipo di palato. Tedesche, inglesi, giapponesi, americane, svedesi e soprattutto Italiane. Già, perché in barba a tutti gli esterofili che popolano le lande del Bel Paese, le auto migliori del mondo sono le auto italiane. Mi sono venuti i brividi quando ho visto apparire sullo schermo Lancia come Stratos e Delta Integrale Evoluzione, Pagani, De Tomaso, Lamborghini, Ferrari, Maserati sia storiche che recenti. C'è perfino la Ferrari 250 GTO, un'auto che vale oggi 3 milioni di euro e poi Lei, la regina, l'ultima Ferrari turbo, l'8 cilindri biturbo che ha fatto sognare una generazione: la Ferrari F40. Mettersi al volante di questa belva è un delirio d'onnipotenza anche senza toccarla minimamente, se poi si volesse apportare qualche modifica al motore, allora alzate il volume ragazzi e chiudete gli occhi, perché girerete su voi stessi tanto forte quanto lo è il rombo di quest'auto. Peccato manchi un marchio blasonato come quello dell'Alfa Romeo, ma speriamo che Turn 10 rimedi con il prossimo capitolo di Forza Motorsport. Il supporto per l'online è solo la ciliegina sulla torta di un gioco godibilissimo e estremamente longevo anche e soprattutto in singolo giocatore. Ricercare la perfezione in ogni curva e in ogni tracciato, nonché raggiungere un livello di abilità tale da permettervi di acquistare o addirittura vincere l'auto dei vostri sogni vi porterà via un'infinità di tempo. Se pensate che esistano ancora giochi che valgano l'acquisto di una console, ebbene per gli amanti dei giochi di corse la killer application di Xbox 360 si chiama Forza Motorsport 2.

Voto - 8,5

Pregi
Simulazione stellare
Parco auto da pelle d'oca
Tracciati vari e impegnativi

Difetti
Mancano delle macchine che hanno fatto la storia dell'automobilismo
Graficamente nella media
Sensazione di velocità scarsa

Filippo "Grampasso" Ceron

venerdì 7 marzo 2008

Recensione Crazy Taxi(Dreamcast)

CRAZY TAXI
Piattaforma-Dreamcast
Sviluppatore-Hitmaker
Produttore-Sega
Data uscita-2000
Reperibilità-Buona

Se in seconda superiore sono stato rimandato con disonore lo devo probabilmente anche al cabinato di questo gioco...oltre che a una condotta non proprio esemplare ovviamente.
Sono pronto a scommettere che anche il meno afferrato in materia videoludica si è imbattuto almeno una volta nella vita in questo gioco che ancora oggi regna sovrano insieme a Virtua Striker e Zombie Revenge nelle sempre più agonizzanti sale giochi italiane...Crazy Taxi è la prova tangibile del genio crativo e della grande abbondanza di idee originale in seno ad una Sega nel suo periodo più prolifico che paradossalmente ha anche segnato la fine della sua ultima creatura...il Dreamcast!
Il gioco sviluppato da Hitmaker per conto di Sega ci vede vestire i panni di un tassinaro che mica è come quelli che siamo abituati vedere a Roma EUR...obesi, scazzati, maleducati e pronti a fregarti alla grande se vedono che non sei del posto...potremo infatti scegliere tra una rosa di veri e propri scappati di casa....stereotipi dei pazzi che di solito si rischia di incontrare in quella parte di America che più di tutto nel nostro immaginario collettivo rappresenta l El Dorado del divertimento sulle spiagge...la California.
Il gioco è infatti infarcito di una solarità senza limiti...tutto dai personaggi, alla città, alle musiche ci ricorda di quanto la costa ovest americana sia veramente il posto più pazzo d'America.
Lo scopo del gioco è tutto sommato semplice e vi posso assicurare che come quasi tutti gli arcade-game made in Sega il libretto delle istruzioni è a dir poco più che superfluo...a bordo del nostro taxi rigorosamente senza tettuccio dovremo semplicemente raccogliere clienti che aspettano solo di essere raccolti e quindi portarli a destinazione in varie parti della città entro un certo limite di tempo che varia a seconda della distanza da raggiungere.
Crazy Taxi si può riassumere in queste poche righe, tutt'altro discorso va invece fatto per il divertimento nudo e crudo, e per la spensieratezza che provoca a chi lo gioca...potrei scrivere per ore per convincervi di quanto mi ha divertito questo gioco...ma rischierei invece di sorbire l'effetto opposto tediandovi con i miei sgrammaticati sproloqui.
Tutto in Crazy Taxi è divertimento....saltare un camion in corsa mentre un passeggero afro col parruccone anni 70 si esalta al ritmo di Walla Walla degli Offpspring....partire a turbo dal Burgher King con quattro mimi da scarozzare nelle parti più disparate di una città che vi assicuro essere davvero enorme e varia e divisa ovviamente in quartieri tipo periferia, spiagge, campagne, centro amministrativo etc etc.
Come detto prima le musiche del gioco sono un altro grande punto di forza dell' esperienza meravigliosa che questo gioco vi lascia dentro...le musiche sono tutte ed esclusivamente degli Offspring la storica band punk rock di Orange County, che rafforzano ancora di più la sensazione di aver davvero a che fare con un angolo magico di California...le tracce vengono infatti direttamente da alcuni dei più grandi album della band... Conspiracy of One e Smash tanto per citarne solo alcuni.
Il gioco ha visto ben tre incarnazioni che hanno girato su diverse piattaforme...ovviamente tutte e tre sono presenti su cabinato Naomi e Sega Dreamcast eccezion fatta per il terzo episodio...che dopo la morte prematura della console si è visto esportato di peso sulle altre console domestiche.

Voto-8
Pregi
Atmosfera spensierata
Tutti possono giocarlo
Difetti
Niente arcade stick
Alcuni bug ti fanno incastrare senza motivo

Andrea "Doria" Marchi

giovedì 28 febbraio 2008

Recensione Bioshock(X360)

BIOSHOCK
Piattaforma: X360
Sviluppatore: 2k Boston
Produttore: Take Two
Data uscita: 2007
Reperibilità:Ottima
Fps, uno dei generi ludici che raggiunge numeri di vendita più alti (soprattutto negli USA), ma, anche uno dei generi oramai più piatti e senza innovazione che, oggi, sta eleggendo a nuovo messia su console, un "certo" Halo 3: sparacchino sviluppato da Bungie, dall'hype elevatissimo ma dalla resa finale (tranne l'ottimo multiplayer) invero singhiozzante. Ovviamente tutti hanno esaltato Halo 3: per essere "cool" e bearti di te stesso con gli amici del "bimbominkiaclub" devi giocare Halo 3. Qui è il momento in cui il redattore deve prendersi le proprie responsabilità verso il mondo e indirizzare la massa sul come non buttare nel cesso i propri sudati risparmi su un prodotto dallo spessore ludico totalmente inferiore. Il redattore quindi vi indirizza senza timor di critiche verso questo BioShock, sviluppato dai talentuosi ex-Irrational Games. Questo gioco è LA ventata d'aria fresca che tutti i fan di FPS aspettavano. Esso si pone in una posizione avanguardista e annovera una profondità strutturale eoni luce avanti ad altri esponenti del genere anche più quotati (da EDGE, ovviamente). A livello narrativo BioShock è qualcosa di inusitato in un genere che troppo spesso ha trame profonde quanto un discorso di Costantino Vitagliano.
Esso ci racconta la storia dell'utopia di un uomo che si tramuta nell'incubo di molti, un sogno destinato a diventare anarchia e dittatura allo stesso tempo, prendendo i lati peggiori di entrambi e che terrà attaccato allo schermo il giocatore fino allo "schlinderlistiano" finale. BioShock sconvolge per "l'umanità" che vi è insita: vi farà sentire un dio se "lavorerete" di plasmidi (speciali ricombinazioni genetiche che vi daranno poteri sovrannaturali) ma allo stesso tempo, se ne abuserete, esso vi farà notare la vostra perdita d'umanità, il vostro progressivo diventare mostri fra i mostri.
Ma non vi diremo troppo per non rovinarvi la sorpresa.
Tecnicamente BioShock è su livelli tecnici e artistici elevatissimi: ai nostri occhi si parerà davanti una metropoli utopistica sottomarina nata dall'unione del futurismo più sfrenato e di splendidi elementi Art Nouveau (il gioco è infatti ambientato negli anni '50).
Un motore poligonale di altissimo livello ricoperto da textures dettagliatissime e splendidamente colorate, il tutto con un'ottima fluidità senza rallentamenti di sorta.
Il livello di dettaglio grafico spaventoso si fa notare subito al passaggio dal primo filmato al primo istante giocabile con il nostro personaggio: il dettaglio è talmente elevato che non si percepisce lo stacco con il filmato. Il sonoro è altamente evocativo e già lo capiamo quando, nei primi momenti di gioco, ci troveremo accompagnati dalla divina chitarra gitana di Django Reinhart.
Tutte le musiche sono ispiratissime in generale, e i vari effetti di gioco metteranno a dura prova il vostro sistema nervoso, e tutto, cosa rara per un videogame, coadiuvato da un doppiaggio realmente variegato ed eccelso.
Cosa dire in definitiva di questo BioShock? Beh...possiamo attingere alla massima iniziale di Andrew Ryan, il creatore di Rapture: "l'uomo forse non ha diritto al frutto del sudore della sua fronte"? E visto che le risposte non lo soddisfacevano, esso scelse Rapture. Scelse l'impossibile. Beh, Ryan non è riuscito nel suo intento, invece alla 2k Boston ce l'hanno fatta: hanno rifilate sonore mazzate al sopravvalutatissimo Halo 3 e ai suoi presuntuosi creatori e, mentre essi si crogiolavano sul loro capolavoro annunciato, 2k Boston ha tirato fuori un gioco destinato a essere ricordato, e questo, al contrario di "altri", per VERI meriti.
Voto: 9
Pregi:
Struttura ludica avanguardista per il genere
Tecnicamente eccelso
Difetti:
Prima o poi finisce
Ancora qualcuno sta dicendo: "ma Halo 3"?

Luca "dracula83" Paternesi

Luca Paternesi(Amministratore)

Luca Paternesi(Amministratore)
VIDEOGIOCHI PREFERITI: The secret of Monkey Island, Another World, Agony, ICO

Andrea Marchi(Redattore)

Andrea Marchi(Redattore)
VIDEOGIOCHI PREFERITI: Final Fantasy 6, Broken Sword 2, Yoshi's island

Filippo Ceron(Redattore)

Filippo Ceron(Redattore)
VIDEOGIOCHI PREFERITI: Ocarina of time, Shenmue, Super Mario Bros 3

Edoardo Incerti(Redattore)

Edoardo Incerti(Redattore)
VIDEOGIOCHI PREFERITI: The king of fighters 94, Grim Fandango, Sin & Punishment


"Quest'attività non è a scopo di lucro e tutti i loghi e marchi appartengono ai legittimi proprietari."