mercoledì 7 maggio 2008

Recensione The legend of Zelda-The wind waker(Gamecube)

THE LEGEND OF ZELDA-THE WIND WAKER
Piattaforma-Gamecube
Sviluppatore-Nintendo
Produttore-Nintendo
Anno uscita-2002
Reperibilità-Buona

Il mondo ha bisogno di eroi e Miyamoto e Aonuma ce ne danno uno a cui non serve essere un ammasso di muscoli per liberarci dal male...gli basta essere il bimbo protagonista di una splendida fiaba.
Oggi l’eroe è colui che con la sua forza(mani nude o armi che siano)e il suo coraggio sbaraglia tutti i cattivi e salva la situazione, il tizio ha i muscoli a fior di pelle e sicuramente lo sguardo da macho o da bel tenebroso.
Uomini indomiti che con una pistola con soli sei colpi dentro sgominano un centinaio di cattivi cazzutissimi armati fino ai denti sfoggiando alla fine della tenzone uno sguardo vanaglorioso in stile Chuck Norris nel momento in cui ha scalato l'Everest con il suo pick up guidando bendato.
Fortunatamente ogni tanto si va oltre questo preconcetto virile...qualcuno che crede ancora che un eroe possa ancora avere i problemi di un bambino e gli occhi lucidi perché lo hanno privato dell’affetto della sorellina minore.
Questo qualcuno è Shigeru Miyamoto che quasi venti anni fa ci raccontò una fiaba che ancora non ci siamo stancati di ascoltare...
La storia di un bimbo chiamato Link impegnato a liberare la principessa Zelda rapita dal perfido Ganon che voleva impossessarsi della triforza per poter dominare e gettare per sempre nell’oscurità il regno di Hyrule. Detta così sembra una fiaba come le altre ma fatto sta che dopo vent’anni e innumerevoli capitoli con questa storia ancora ci emozioniamo come il primo giorno, quindi, vediamo di ricominciare da dove ci eravamo lasciati:dall’insuperato capolavoro Ocarina of time e dal suo grandioso successore Majora’s mask.
Questo episodio è ambientato 100 anni dopo le vicende di Ocarina of time:dopo che l’eroe del tempo ebbe relegato il malvagio nelle viscere della terra la pace tornò sul regno e l’eroe fece ritorno da dove era venuto...ma 100 anni dopo il malvagio riuscì a rompere il sigillo che lo imprigionava e tornò a mietere terrore sulla popolazione che inerme sperava in un ritorno dell’eroe del tempo...ma...questo non avvenne e da li succedettero anni bui fatti di sopraffazione del malvagio sull’indifeso popolo a cui non rimaneva che continuare a pregare per un ritorno dell’eroe che brandendo la spada che poteva esorcizzare il male relegasse di nuovo il maligno nelle viscere della terra e riportasse la luce sul mondo. Fu così che il giorno del suo compleanno un bimbo dell’isola Primula chiamato Link ricevette per regalo da sua nonna una tunica verde che simboleggiava il passaggio all’età adulta(10 anni LOL)...forse il sangue dell’eroe ricominciava a scorrere di nuovo.
Poco dopo la sorellina del bimbo venne rapita da un enorme uccello maligno e il nostro piccolo amico la vede scomparire pian piano davanti ai suoi occhi lucidi.
Così recuperata la spada e lo scudo di famiglia esso partì alla ricerca dell’amata sorella rapita dal male, forse l’eroe era veramente tornato.
Partiamo da un concetto ben delineato: Wind Waker esteticamente è un sogno ad occhi aperti, un vero cartone animato interattivo, uno Zelda in cell-shanding non si era mai visto ed è veramente una delizia per gli occhi, texture ottime, colori pastosi, personaggi e ambienti immensamente caratterizzati e un motore poligonale solido come la roccia, il tutto condito con quella dolcezza che solo Nintendo sa dare ai suoi prodotti.
Una fiaba interattiva che delizia, commuove e trasporta in un mondo lontano chiunque vi si addentri.
Ma cosa sarebbe un bel cartone animato senza una degna colonna sonora?
Nulla, ma anche qui l’unica cosa che si può dire è che siamo su livelli di pura eccellenza: musiche epiche e suadenti di una spensieratezza sconfinata che si fondono con effetti sonori da primo della classe, ma il bello è che come in Ocarina of time la musica è parte integrante del gioco e saremo noi molte volte i direttori d’orchestra tramite una simpatica bacchettina che fungerà come l'ocarina del prequel da elemento interattivo permettendoci ad esempio di controllare i venti.
Molti dei controlli sono rimasti inalterati rispetto ad Ocarina of time e Majora’s mask ma bisogna dire che sono veramente immediati e ottimamente studiati e in più ci sono alcune novità di rilievo come la quick action(un colpo speciale molto spettacolare effettuabile solo quando l’icona del pulsante a si illuminerà sullo schermo, ma durerà pochissimo e dovremo essere velocissimi a compiere l'azione).
Ora veniamo a un punto dolente, la longevità: intendiamoci, il gioco in se stesso è abbastanza lungo(circa sulle 40 ore per completare la trama principale)ma l'estrema facilità con cui si procede mina seriamente la godibilità dell'avventura e la sua longevità, con la sgradita aggiunta che le subquest(di cui il gioco è pieno) non invogliano appieno ad essere completate come invece succedeva in Ocarina.
Che dire, Wind waker viene dopo quello che è considerato uno dei migliori videogiochi di sempre(Ocarina of time)e il suo successore(Majora's mask), i perfetti contrari, la luce e l'ombra, l'epicità e la malinconia, le trame di incanto che si fondono in un'unica poesia,quindi va a scontrarsi direttamente con dei titani e...
possiamo dire purtroppo che ne esce parzialmente sconfitto minato da una longevità e difficoltà generale non all'altezza dei suoi predecessori facendolo di fatto sembrare un prodotto un po incompleto al confronto.
Ma Wind waker comunque ha una sua sconvolgente individualità nella serie e un'atmosfera deliziosa che insieme a un comparto tecnico artistico da lacrimoni agli occhi lo rendono lo stesso un'esperienza estremamente appagante e più che consigliata.
Una sconfitta e una vittoria quindi diciamo in fondo, questo Zelda appare forse un po troppo remissivo nei confronti dei suoi illustri predecessori ma sa comunque imporsi come uno degli episodi più puramente poetici della serie, forse il più poetico...e non è poco, non è affatto poco credeteci.

Voto-8
Pregi
-Tecnicamente assurdo
-Esteticamente e stilisticamente delizioso
-Forse lo Zelda più poetico e sognante
Difetti
-Troppo remissivo nei confronti dei predecessori
-Longevità scarsa per la serie
-Difficoltà risibile

Luca "dracula83" Paternesi

Recensione Metroid Prime 2 Echoes(Gamecube)

METROID PRIME 2 ECHOES
Piattaforma-Gamecube
Sviluppatore-Retro studios
Produttore-Nintendo
Anno uscita-2004
Reperibilità-Buona

...E Dio creò la luce...
Nel 2004 i Retro studios aggiungono l'oscurità...
Tra le rovine di un fiorente pianeta e la sua antitesi oscura ecco a voi il ritorno di Samus Aran su GC...con un imperativo:superare o perlomeno egualiare un gioco seminale...Metroid Prime.

Come in tutto il resto anche nel nostro piccolo mondo fatto di pixel e texture ci sono cose che si crede non possano essere migliorate, capolavori che abbagliano nella loro lucente e apparente perfezione, capolavori capaci di intimorire qualsiasi game designer incaricato di creare un seguito degli stessi.
Ma si sa che esistono anche personaggi tenaci, persone capaci di non farsi intimorire e, per fortuna, i Retro studios si inseriscono di prepotenza tra questi imbattendosi nuovamente nella cacciatrice di taglie made in Nintendo facendoci di nuovo gridare al miracolo.
Tutto comincia con la nostra cacciatrice che intercetta un messaggio di soccorso della federazione galattica che le chiede di cercare notizie di una loro pattuglia che stava inseguendo una goletta dei pirati spaziali e che e’ precipitata insieme a loro nello sconosciuto pianeta Aether.
L’inizio non è dei migliori per la nostra Samus:la sua navicella viene danneggiata da una tempesta magnetica e costringe la nostra a raggiungere il punto da cui è partita la chiamata a piedi.
Sovviene una sensazione di sgomento appena si cominciano a notare i primi cadaveri di soldati e di luminoth(un popolo saggio e fiero che da tempo immemorabile abitava il pianeta)ma ancor più sgomento sovviene quando la nostra cacciatrice viene espropriata di molti dei suoi equipaggiamenti(nel mezzo di un passaggio nell’Aether oscura)dai terribili Ing(una razza aliena spietata e sanguinaria che popola la controparte oscura del pianeta, essi sono degli esseri fatti di pura ombra e possono sciogliersi nel suolo e ricomparire poi magari alle spalle di Samus).
Detto ciò andiamo ad analizzare il gioco nel dettaglio confrontandolo inevitabilmente col suo incredibile predecessore.
Anche stavolta gli sviluppatori texani non si sono risparmiati : il comparto grafico è quanto di meglio la generazione di console a 128 bit possa esprimere, scenari mastodontici e di inegualiabile bellezza, boss enormi e magistralmente realizzati, texture di primo livello e poligoni a volontà...il tutto inchiodato sui 60fps.
Tutto ciò che Prime aveva di splendido tecnicamente è stato addirittura migliorato, possiamo dire che la grafica è un vero e proprio attentato alla sanità mentale dell'ignaro gameplayer che diverrà parte integrante di uno splendido mondo in rovina e della sua morbosamente affascinante controparte oscura...
Prime era un assoluto miracolo di gameplay capace di invecchiare di 10 anni qualsiasi altro FPS giocato con un pad.
Tutto ciò in Echoes è rimasto inalterato, il che è un bene data la bontà del precerdente sistema di controllo e un male allo stesso tempo per la totale mancanza di novità di rilievo: Controllare Samus rimane una esperienza appagantissima ma la totale mancanza di una benchè minima innovazione sul fronte dei controlli fa si che in questo campo Echoes risulti penalizzato verso il suo prequel.
Sin dalla sua prima apparizione sul glorioso nes Metroid si è dimostrato un titolo dalle tinte cupe e claustrofobiche, capace di gettare il giocatore nella più totale solitudine in un pianeta ostile.
Beh ragazzi...in Echoes le cose si fanno estremamente più serie e in questo buona parte del merito va al sonoro: musiche, in parte inedite, in parte prese dai passati episodi, di una bellezza disarmante, tanto suadenti quanto oscure capaci di passare dall'essere cupe e introspettive nei momenti esplorativi all'essere un devastante bombardamento di bps negli sconti più concitati, il tutto condito con effetti sonori da denuncia(provate ad ascoltare un grido di un Ing guerriero o un cupo verso di una creatura subaquea), il consiglio del recensore è di munirsi di un buon paio di cuffie o di un impianto dolby prologic e vedrete veramente davanti a voi incarnarsi l'Angoscia.
Il gioco di per se si presenta ben più difficoltoso di Prime(che non era affatto facile)e Aether di per se è un luogo immenso, a lui aggiungete una altrettanto grande controparte oscura e un modo totalmente diverso di approcciarsi ai due diversi mondi: se nel mondo di luce potete esplorare con calma il circostante nel mondo di tenebra dovete approcciarvi in modo totalmente diverso altrimenti il bagliore che vi protegge(nel mondo ti tenebra l'aria e' talmente metifica da intaccare persino la tuta di samus quindi per salvare la vostra incolumità dovrete affidarvi a delle bolle di aria bonificata rilasciate dai luminoth nelle loro escursioni sul pianeta oscuro)potrebbe spegnersi da un momento all'altro e lasciarvi, soli e sgomenti in preda della tenebra più profonda.
Tutto ciò permette a Echoes di essere si un titolo altamente longevo ma anche estremamente difficoltoso e a tratti frustrante.
Il gioco presenta anche una modalità multiplayer che però sembra più una forzatura commerciale tanto per cercare di inserire il suddetto gioco in concorrenza con i più famosi FPS e rimane completamente in ombra della modalità in singolo.

Beh che dire, i Retro studios l’hanno fatta grossa: sono riusciti a migliorare ciò che non si immaginava potesse essere migliorato.
Quanto apparirà hai nostri occhi dopo aver inserito il mini-dvd nel cubo è un evento capace di illuminare la vista del giocatore con le sue luci e di intimorirlo con le sue ombre.
Certo non è esente da critiche: una su tutte per il fatto che in fondo questo Echoes attinge troppo da Prime(quale crimine!)non presentando grandi rivoluzioni, poi potremmo parlare dei punti di salvataggio(sempre troppo distanti tra loro)però nulla toglie a questo gioco la palma di killer application per il GC, un gioco come pochi se ne possono vedere nella 128 bit generation e che merita la considerazione di chiunque possegga un GC(per chi non lo ha potrebbe essere l’occasione per prenderlo) visto che riesce a tenere ottimamente il confronto con il suo illustre predecessore e il suo ancora più illustro antenato Super Metroid su SNES e, last but not least, si dimostra ben superiore ad altre produzioni più "blasonate" che nell'oscurantismo mediatico e videoludico della passata(e forse anche della presente) generazione di console hanno venduto dieci volte tanto dei due Prime messi insieme.

Che la luce di Aether illumini il tuo cammino Samus, questa volta il nemico e’ il Buio in persona!!!

Voto-9,2
Pregi
-Grafica indescrivibile
-Sonoro indescrivibile
-Gameplay indescrivibile
Difetti
-Nell'ombra di Prime
-Sovente eccessivamente difficoltoso

Luca "dracula83" Paternesi

martedì 6 maggio 2008

Recensione Super Mario Kart(SNES)

SUPER MARIO KART
Piattaforma-SNES
Sviluppatore-Nintendo
Produttore-Nintendo
Anno uscita-1992
Reperibilità-Buona

Anno 1992, su Super Nintendo prendeva vita LA devastazione corsistica multiplayer per eccellenza: Super Mario Kart per l'appunto.
Questo gioco a una occhiata superficiale può sembrare "solo" uno dei più divertenti e immediati arcade corsistici di sempre ma non è cosi', SMK è molto di più:
Super Mario Kart è uno dei titoli corsistici più profondi e tecnici della storia del videogioco a dispetto del suo aspetto spensierato.
Per venire a capo delle gare su pista soprattutto alle difficoltà più elevate si dovrà affinare la tecnica in maniera vertiginosa, calcolare le derapate al millimetro per limare quel decimo di secondo, usare i gadget a disposizione con precisione chirurgica, limare quel secondo in avvio di gara partendo a razzo.
Quello che come dicevamo si presenta come un divertente arcade spensierato invece si rivela essere una sfida vera, durissima nonchè teatro di epiche sfide in multyplayer e qui viene il bello...
Si perchè a differenza dei suoi più o meno riusciti seguiti in cui un novellino grazie al bonus giusto e a una buona dose di sacrosanto culo può sperare di vincere contro un giocatore più esperto, qui ciò non capiterà quasi mai e il novellino potrà anche mettersi l'anima in pace e rimboccarsi le maniche per affinare la propria tecnica perchè altrimenti non se ne esce: Super Mario Kart la vittoria te la fa sudare...e non ci sono scuse che tengano.
Tecnicamente il gioco fa uno splendido sfoggio dei cambi di inquadratura possibili grazie al mode 7 dando una buona sensazione di tridimensionalità pur essendo il gioco di fatto tutto in 2d, il character design è su livelli di pura eccellenza e altrettanto possiamo dire del track design, estremamente ispirati e coloratissimi, e del sonoro con le solite musichette memorabili.
Insomma è quasi inutile recensire Mario Kart sulla sua tecnicità perchè è cosa arcinota che essa è su livelli vertiginosi per l'epoca.
Ciò che ci preme di ricordare invece è che tuttora questo Super Mario Kart pur imitatissimo è ancora inegualiato persino dai suoi numerosi sequel made in Nintendo: non fraintendiamoci, sono tutti più o meno ottimi giochi gli episodi successivi della serie, ma nessuno di essi può vantare la profondità ludica e la sensazione di sfida assoluta che ha il primo episodio.
Insomma se volete divertirvi spensieratamente e senza troppi problemi va bene un qualsiasi degli altri ottimi episodi della serie, ma se volete giocare a MARIOKART dovete tirare fuori il vecchio Snes dalla scatola nell'armadio e inserire la cartuccia di Super Mario Kart, non c'e' alternativa...
Voto-9,7
Pregi
-Inegualiato...
Difetti
-Inegualiato...

Luca "dracula83" Paternesi

Recensione Rise of the robots(SNES)

RISE OF THE ROBOTS
Piattaforma-SNES
Sviluppatore-Mirage
Produttore-Acclaim
Anno uscita-1994
Reperibilità-Non reperitelo, fatevi un favore...

Ora ragazzi, dobbiamo doverosamente fare una premessa prima di iniziare questa recensione:sappiate fin da subito che in questo momento vi trovate di fronte al più brutto picchiaduro mai creato a memoria d'uomo nonchè uno dei più brutti videogiochi della storia in generale.

Fatta questa doverosa premessa iniziamo ad analizzare questa perla di game design lasciata ai posteri da Mirage e convertita all'epoca per praticamente tutte le piattaforme disponibili.
Iniziamo con qualche cenno storico...
Prima della sua uscita sul mercato datata 1994, questo gioco si presentava sulle maggiori testate giornalistiche specializzate dell'epoca con screenshoot splendidi che mostravano una grafica mai vista prima d'ora: robot iperrealistici, fondali dettagliatissimi, un messia insomma(come sempre).
Poi ovviamente tanto per tener fede alla regola, la campagna pubblicitaria non fu affatto da meno, mancavano solo i fuochi d'artificio e la camminata sulle acque del cyborg per mostrare al mondo l'arrivo del messia videoludico che avrebbe in un solo colpo invecchiato tutta la produzione di picchiaduro di 10 anni.
Tanto per continuare con coerenza a tener fede alla regola come dicevamo prima, il gioco, a conti fatti invece si rivelò una schifezza totale, ma non una schifezza di quelle passabili, di quelle "che in fondo la bella grafica un po le salva", no una merdata totale senza possibilità di appello come ora andremo ad appurare.
Il gioco in questione, come dicevamo in apertura, è stato, è e crediamo rimarra per un bel pezzo il picchiaduro più osceno mai concepito, una gemma di chiavicume che non sembra neppure possibile essere concepita da un'essere umano: le immagini che troverete in questa recensione potrebbero farvi pensare che almeno il gioco possegga una buona grafica ma non è così, assolutamente, le animazioni dei robot sono più scattose di un balletto di Valeria Marini e il tutto si muove con una lentezza tale da far si che il gameplayer può benissimo farsi la barba nel frattempo che il suo robot già proteso in salto colpisca l'avversario.
Ma insomma andiamo a fare il nostro lavoro con un po più di professionalità e analizziamo la tecnica del gioco, cavolo in 32 mb(avete capito bene!) di cartuccia qualcosa di buono ci sarà pure no?
Sicuramente personaggi a bizzeffe e tantissime mosse per sollazzare la nostra fame di picchia picchia...ehm...ehr...7 personaggi ehm di cui solo uno selezionabile in single player e le mosse speciali, beh c'e' il calcio...il pugno...il calcio, il pugno AH SI SI! C'E' ANCHE LA SPALLATA!!!
Anche i nemici hanno due sole mosse ed in aggiunta, siccome l'intelligenza artificiale rasenta quella di un'oca lobotomizzata, l'unica cosa che faranno essi e saltarci contro e calciare...
Presi da sconforto speriamo per lo meno di divertirci in multi con un amico selezionando i vari robottoni ma...perche' solo uno di noi due puo' selezionare il robot?
C'e' qualche problema nel gioco?
Purtroppo no ragazzi, se si gioca in multy uno dei due contendenti deve usare necessariamente il cyborg perchè secondo Mirage questo era uno scotto più che giusto da pagare in pegno al quantitativo di memoria usato per calcolare le collisioni al millimetro...
Bene facciamo finta di accettarlo ma...qualcuno alla Mirage ci puo' spiegare perche' in queste collisioni calcolate al millimetro che hanno succhiato memoria al pari di di un ubriacone con la bottiglia di bourbon in mano, non si riesce a capire come, quando e dove si viene colpiti nell'imprecisione totale di questo guazzabuglio di codice?
Il sonoro poi doveva essere un'altra delle frecce all'arco del gioco: MUSICA COMPOSTA DA BRIAN MAY DEI QUEEN!!!(la track iniziale di 20 secondi....tutto il resto si riduce a delle orride tracce simil techno e effetti sonori ridicoli) no comment.
Ah stavamo quasi per dimenticarci delle inutile sequenze in computergrafica tanto appariscenti per l'epoca quanto di fatto ridicole e mal fatte.
Rise of the robots è questo: un mero camuffamento di un prodotto schifoso che più schifoso non si può, il picchiaduro più osceno mai concepito che nella nullificazione di ogni concetto ludico-artistico che è insita in esso raggiunge una sconvolgente individualità che nel bene(vabbè si fa per dire) e nel male(in tutto e per tutto) lo rende degno di essere ricordato se non per meriti ludici(che di fatto non ne ha) almeno per aver di fatto tracciato la strada a tutte quelle produzioni multimiliardarie future che poi si sono rivelate merde totali...

...a suo modo è un precursore.

VOTO-1

PREGI
...
...
...
DIFETTI
Esiste...

Luca "dracula83" Paternesi

martedì 8 aprile 2008

Recensione Journey to Silius(NES)

JOURNEY TO SILIUS
Sviluppatore-Sunsoft
Produttore-Sunsoft
Piattaforma-NES
Anno uscita-1990
Reperibilità-Buona

Anno stellare 2008, stazione orbitante Jurassicpad, qui è il capitano Dracula che vi parla...Ci stiamo accingendo a recensire un gioco di esattamente 18 anni fa in piena età del poligono e dei controller sensibili al movimento: grafica 2d, 8 bit, una croce direzionale select, start, A e B...ma tanto bastava per farci sognare gli spazi siderali...

Tanto per essere coerenti con l'intro cominciamo allo stesso modo: Anno stellare 1990, la piattaforma orbitante Nintendo Entertainment System era alla fine del suo ciclo vitale e di li a pochissimo sarebbe stata sostituita dal nuovissimo e molto più potente Super Nintendo.
Proprio in questo periodo Sunsoft decide di regalarci un po di eccellenza blastatoria bidimensionale e prendendo saggiamente spunto dalle meccaniche collaudatissime del sommo Contra di Konami pubblica quello che necessariamente deve essere ricordato come uno dei più impressionanti giochi mai usciti per la piattaforma 8 bit Nintendo.
Anno 0373 del nuovo ordinamento galattico...Journey to Silius ci narra le vicende di Jay McCray che abbandona la Terra oramai sovrafollata e invivibile per stabilirsi con in padre nella colonia spaziale di Silius.
Non tutte le ciambelle escono però con il buco e quindi il nostro affezionatissimo si trova eroe impavido e improvvisato dopo un attacco terroristico in cui il padre verrà ucciso.
Come dicevamo Jay si trova eroe vendicatore improvvisato in un mondo in preda all'incubo post-atomico, opprimenti scenari futuristici e apocalittici di un pianeta in rovina oppresso dai Robot.
I circuiti del NES sono sfruttati allo spasimo come pochi altri giochi sono riusciti a fare su questa piattaforma.
Gli scenari sono pregni di tocchi di classe e disegnati in maniera sublime cosiccome le animazioni dei nemici e del nostro stesso personaggio.
Invidiabile è il dettaglio presente sullo schermo e splendida e variegata la palette di colori usata.
Emozionante anche il sonoro: gli effetti sono efficacissimi e le musiche sono altresì azzeccate, risultando trascinanti e adeguatamente immersive nell'immedesimare il gameplayer nell'incubo "metallaro" del protagonista.
Arcade action dannatamente funzionale e bastardo, questa in sintesi è la meccanica di gioco di Journey to Silius:come accennavamo prima, Sunsoft prende la lezione di Contra e ne ripropone con un tocco personale le meccaniche classiche ma collaudatissime da becero action game.Pistola laser in mano e barra di energia: niente di più semplice e classicamente arcade dicevamo,ma... Silius ci presenta anche degli stage molto intricati ed articolati dimostrando che Sunsoft oltre ad aver fatto tesoro delle meccaniche action, sapeva padroneggiare benissimo anche quelle tipicamente platformistiche.
Silius è difficile, molto difficile, come si usava un tempo: nemici che ti assalgono da tutte le parti e blastamento totale, questo gioco è pura cattiveria bidimensionale e il giocatore occasionale, immaginiamo, lo butterà dalla finestra al massimo dopo esser arrivato al primo mostrazzo di fine livello e aver lanciato il pad contro il televisore stizzito e frustrato.

Ma a Sunsoft va comunque dato plauso del fatto di aver creato un progetto action di spessore ludico molto elevato e di grande caratura e, soprattutto, le va dato merito di aver per lo meno tentato di portare un gioco con tematiche come terrorismo, mortalità scenari post atomici in una piattaforma (salvo alcune gradite eccezioni) generalmente poco avvezza a tematiche del genere.
Cosa dire in definitiva?
Beh il titolo Sunsoft di certo non si presenta come un gioco rivoluzionario(nemmeno all'epoca) ma, sin dall'inizio noteremo che è granitico come la roccia nelle sue collaudate meccaniche, noteremo che è tecnicamente e artisticamente un gioiellino, noteremo che è appassionante nelle sue vicende smaccatamente Sci-Fi e che non potremo far a meno di vedere se riusciremo alla fine vendicare nostro padre.
Ma, nel frattempo, noteremo anche che bastardamente difficile e che spesso e volentieri saremo esausti a fine partita...ma felici, felici di aver vissuto un bel po di sana eccellenza blastatoria vecchia maniera e felici di aver riscoperto un gioiellino che merita di stare ai primi posti della splendida softeca del vecchio mangiacartuccione a 8 bit di casa nintendo.
Consigliatissimo.
Voto-9
Pregi
Tecnicamente convincente
Atmosfera efficace
dannatamente arcade
Difetti
difficile, molto difficile
Luca "dracula83" Paternesi

mercoledì 19 marzo 2008

Speciale E sognavamo l'infinito...

E SOGNAVAMO L'INFINITO...


Proprio pochi giorni fa ho avuto sottomano Mass Effect per X360, gran gioco assolutamente, progetto ruolistico di stampo occidentale di assoluto spessore e novella Sci-fi altamente appassionante.Tutto rose e fiori quindi?
No, non direi...dopo una prova approfondita non riuscivo a togliermi dalla bocca uno strano retrogusto di delusione...
Come, direte voi, spende parole di lusinghe per il gioco poi se ne rivela deluso?
Ebbene si, almeno in parte diciamo.
La memoria corre a quel primo Metroid datato 1986 oppure al magniloquente Journey to Silius del 1990 entrambi su Nes.Pochi sprites su fondali disegnati, sonoro rudimentale e...tanta immaginazione.
Si l'immaginazione: eravamo li a muovere quelle manciate di pixel e ci sognavamo novelli Skywalker, bastava poco per farci sognare l'infinito e oltre.
Sicuramente parlerò da nostalgico, me ne rendo conto, ma è innegabile che negli ultimi anni, vuoi per l'esponenziale potenziamento degli hardware, vuoi per l'avvicinamento al mondo videoludico di produttori e soprattutto di utenza che con esso c'entrano come cavoli a merenda, che il videogioco ha virato totalmente verso una spettacolarizzazione di stampo hollywoodiano atta a sfornare il blockbuster di turno fregandosene dell'utenza che voleva qualcosa di diverso, che poi è la stessa utenza che ha fatto "mangiare" i succitati produttori in tutti questi anni.Ora, lungi da me essere "razzista"
"Metroid, Journey to Silius e Mass effect:
l'evoluzione ludica delle epopee Sci-fi..."
verso la New Wave di utenza videoludica, anzi è un bene per questo tipo di industria che altri tipi di utenze vi si avvicinino, ma questo allargamento di bacino di utenza purtroppo ha portato i produttori (avidi di introiti come è normale che sia) a tralasciare quasi totalmente il comparto "ludico" tanto caro ai gamer di un tempo e si è lanciata in questo nuovo "business" fatto maggiormente di introiti da capogiro e esperienze ludiche che di ludico hanno ben poco in favore di una ricerca estetico-spettacolare oramai sin troppo marcata.
Per rendersene conto basta analizzare il significato di videogioco avventuroide: fate un confronto tra una avventura Lucasfilm dei tempi buoni e una di oggi, bene noterete un netto calo dell'intelligenza degli enigmi per il semplice fatto di renderli fruibili anche a utenze meno avvezze al videoludo, noterete un, ovviamente, netto miglioramento tecnico, ma un altrettanto netto calo artistico.
Ovviamente non siamo così radicali da riunire sotto questo catalogazione tutti i prodotti usciti dopo una certa data, fortunatamente ancora oggi escono prodottiche sanno coniugare un comparto tecnico d'avanguardia con una giocabilità e una ludicità allo stesso livello: Metroid Prime, Ico, Colossus,
"Monkey island 2 e Still life: così si è evoluto
il videogioco di stampo avventuroide..."
Jade empire, Mario Galaxy, Zack & Wiki, Bioshock e molti altri, ma non possiamo non notare che essi stanno sempre di più diventando l'eccezione e non la regola...e ce ne dispiace, perchè quando sognavamo con Journey to Silius di essere novelli Skywalker senza neanche sapere cosa poteva essere un poligono texturizzato, sognavamo anche un futuro diverso per il videoludo, sicuramente migliore di questo...
Chiamateci pure nostalgici...se si tratta di un pollo di gomma con una carrucola in mezzo ne andiamo fieri.
Luca"dracula83"Paternesi

martedì 18 marzo 2008

Recensione Maniac Mansion(Amiga 500)

MANIAC MANSION
Piattaforma-Amiga500
Sviluppatore-Lucasfilm
Produttore-Lucasfilm
Data uscita-1988
Reperibilità-Scarsa
Lucasfilm...quella vera...quanti ricordi...Bei tempi, facevi bootare l'Amiga(invece di mandare a boottane il proprio tempo su GTA San Andreas...) e godevi delle migliori storie interattive avventuroidi che siano mai state create.Ora quasi ci si vergogna a dirlo, travolti come siamo dall'ansia da prestazione grafica che-se-non-abbiamo-un-quad-core-con-due-8800-in-sli-non-viviamo, ma queste piccole grandi opere d'arte ci divertivano...stimolavano la nostra intelligenza...bei tempi dicevamo...Questo Maniac Mansion è stato il primo gioco ad usare lo SCUMM(che appunto sta per SCript Utility for Maniac Mansion) il geniale connubio tra un motore grafico e un linguaggio di programmazione di cui abbiamo parlato nella recensione di Monkey Island.Il primo di una lungimirante stirpe di videogiochi marcatamente avventuroidi pregni di humor dissacrante che avrebbero segnato la gloriosa produzione della software house statunitense negli anni a venire...bei tempi dicevamo...La trama è di una cretinaggine inaudita...ed è questo il bello: una meteora criminale(cominciamo bene eh?) atterra nel giardino dello stimato dott.Fred e lo assoggetta ai suoi voleri...20 anni dopo, il dottore rapisce la vostra ragazza per condurre su di lei terrificanti esperimenti e voi, indomiti, con al seguito due dei vostri amici dovrete far di tutto per salvarla arrabattandovi tra tentacoli mutilati con velleità da rockstar, reattori nucleari in cantina e molte altre cretinate letali e dissacranti che vi faranno morire dal ridere dall'inizio alla fine del gioco.Detto questo vi sarà chiaro un concetto semplice semplice nel trattare questo gioco: Maniac mansion è folle, è fuori di testa, ma come ogni avventura Lucas dei tempi buoni e tanto folle quanto intelligente e quindi anche quando vedrete che la follia sta prendendo il sopravvento e che state cadendo nell'idiozia più totale vi renderete conto che ci sarà sempre un filo logico a sostenere il tutto, si dovrete spremere a dovere le vostre meningi oramai ottenebrate da una stratosfera di poligoni per riuscire nell'impresa di terminare questo gioco annoverato come una delle avventure Lucas più squisitamente bastarde.Bastardo dicevamo, si perchè Maniac Mansion fa di tutto per far si che l'ignaro gameplayer inveisca contro molte delle anime pie nei suoi paraggi: Passi che la risoluzione degli enigmi è difficile di suo, passi che per terminarlo completamente bisogna finirlo varie volte dati i finali multipli, passi che l'avventura è piena di oggetti totalmente inutili e squisitamente fuorvianti,passi tutto questo, ma siate consapevoli che: se addirittura sbagliate la scelta dei personaggi a inizio avventura, beh sappiate che vi sarà impossibile terminare l'avventura...bastardi no? bei tempi dicevamo...Graficamente Maniac Mansion non può essere giudicato con i canoni odierni in quanto il suo status di classico lo pone al di sopra del mero invecchiamento tecnologico, fatevi comunque bastare una delle estetiche più dissacranti di tutti i tempi, fatevi bastare una caratterizzazione letale dei personaggi e locations, fatevi bastare un'atmosfera geniale e parodistica da b-movie anni 50 e ve ne fregherete del fatto che il tutto è composto da sprites colorati con una semplice palette di 32 colori.A livello sonoro non possiamo che ripetere le cnsiderazione già fatte per il comparto grafico: le musichette e gli effetti sonori sono quanto di più azzeccato ci possa essere per questa specifica situazione ludica e non fanno altro che enfatizzare l'atmosfera nonsense di questo grand guignol della scemenza ludica( il tema iniziale è da capogiro ancora oggi) come dicevamo sopra, fatevi bastare tutto questo e ve ne fregherete se il sonoro proviene da un semplice 4 canali in stereo.In definitiva questo Maniac Mansion rientra di diritto nell'olimpo delle avventure grafice anche solo per il suo status di pioniere ma, se siete dei tipi un po particolari, se siete appassionati di b-movie e se ancora avete la "pessima" abitudine di riguardarvi il Rocky horror picture show ogni tanto...beh allora questo gioco potrebbe scalare moltissime posizioni nella vostra personale classifica dei videogiochi avventuroidi.Dissacrante, ironico, umoristicamente letale, intelligente, spregiudicato,Lucasfilm...Maniac mansion...bei tempi dicevamo...
Voto-9
Pregi
Pionieristico
Geniale
Ironico
Dissacrante
Difetti
Niente di importante
Luca"dracula83"Paternesi

venerdì 14 marzo 2008

Recensione Forza Motorsport 2(X360)

FORZA MOTORSPORT 2
Piattaforma - Xbox 360
Sviluppatore - Turn 10 Studios
Produttore - Microsoft Game Studios
Data uscita-2007
Reperibilità - Ottima

Io odio Microsoft. Io sono un Nintendaro. Uno di quelli che sono cresciuti a pane e Nintendo, uno di quelli che comprano le console al day one, uno che adora il Wii anche se al momento si è rivelata, in ambito software, la console più deludente della storia della società di Kyoto assieme al Virtual Boy ( Nd/Dracula83, l'amministratore si dissocia dagli atteggiamenti funboyari di Grampasso :)) . Ebbene, nonstante io sia un Nintendaro che mette la "n" maiuscola solamente davanti alla parola Nintendo, poco tempo fa ho comprato un Xbox 360. Mi sono fumato il cervello, direte voi. Sì, rispondo io, mi sono fumate le orbite oculari quando ho visto questo maledettissimo gioco girare in bassa risoluzione con un marcissimo cavo scart sulla mia televisione. Graficamente Forza Motorsport 2 è una versione in HD di Forza Motorsport, c'è poco da fare, e quindi vederlo girare su una tv crt significa sminuire quel poco di innovazione grafica che merita. Ebbene, a causa di Dracula 83, mi sono comprato il suddettolo botolo: una console pesante quasi come un'Audi, una console da boxari, da servizi online a pagamento, da facciamo i nerd tamarri. L'ho comprato assieme a Viva Pinata e Forza Motorsport 2. Il primo non l'ho toccato, lasciandolo giocare alla mia gioiosa ragazza. Con trepidazione spasmodica ho tuttavia inserito il dvd del gioco di corse all'interno di quel frigo bianco per sentire il rombo di un motore sovralimentato, il fischio di quattro gomme sull'asfalto, il fragore del punta-tacco, il calore di dischi incandescenti. Questo è senz'ombra di dubbio un signor simulatore di guida. Non perché necessiti di una guida pulita per ottenere ottimi tempi o perché ti accompagni con sapienza lungo i tracciati che compongono il gioco, riproduzioni fedeli e maniacali di controparti reali, ma perchè dona quel piacere di guida verosimile che sfiora le sensazioni che si provano guidando veramente. Senza dover per forza usare un volante e una pedaliera, il gioco si fonde alla perfezione con il pad della console. I grilletti sono sensibili e gestiscono alla perfezione acceleratore e freno, tanto da farvi abbandonare sin dall'inizio gli inutili e frivoli aiuti alla guida: l'elettronica non c'entra nulla con le automobili, occorre giusto per dare qualche cavallo in più al motore. Iniziamo subito dunque con un'automobile anni '80, trazione anteriore, tanto sottosterzo e poca tenuta, la imbottiamo di cavalli non appena guadagnamo qualche soldo e via con le gare successive. Forza Motorsport 2 vi mette di fronte una varietà di competizioni varia tanto quanto il parco auto del gioco. E questo, signori, è tutto dire. Sbaverete e inorridirete allo stesso tempo constatando che gioiellini campeggiano all'interno del titolo di Turn 10 affiancati da alcuni dei catorci più tamarri che l'industria automobilistica abbia mai partorito. La fisica di ognuno di questi è riprodotta nel migliore dei modi, e anche se i programmatori si sono presi qualche libertà più o meno fantasiosa per quanto riguarda le elaborazioni, le prestazioni delle auto sono piuttosto verosimili, e non troppo esagerate, soprattutto per quanto riguarda le sensazioni che trasmettono. Sarà che il gioco gira a 30 fps costanti, ma la sensazione di velocità non è mai eccessiva, e solo superati i 300 km/h sembra di andare davvero forte, e non con tutte le macchine. Il difetto è ancora più evidente se si adotta una visuale dall'esterno: in questo caso la sensazione di velocità che si avverte è minore di una corsa su un girello. Gli autodromi riprodotti sono i più vari e passano da alcuni circuiti di prova a percorsi più noti come Silverstone, la Laguna Seca e il compianto Nurburgring. L'Inferno verde si snoda in tutta la sua lunghezza unendo paraboliche a lunghi rettilinei, curve ad angolo retto e tornanti. In quel percorso c'è tutto, vita e morte dell'automobilismo moderno e non: per portare a termine anche un solo giro in tempi decenti e senza sbavature ci vogliono memoria, precisione e tanto, tanto manico. Il parco auto fa sbiancare il migliore dei Gran Turismo, e soddisfa ogni tipo di palato. Tedesche, inglesi, giapponesi, americane, svedesi e soprattutto Italiane. Già, perché in barba a tutti gli esterofili che popolano le lande del Bel Paese, le auto migliori del mondo sono le auto italiane. Mi sono venuti i brividi quando ho visto apparire sullo schermo Lancia come Stratos e Delta Integrale Evoluzione, Pagani, De Tomaso, Lamborghini, Ferrari, Maserati sia storiche che recenti. C'è perfino la Ferrari 250 GTO, un'auto che vale oggi 3 milioni di euro e poi Lei, la regina, l'ultima Ferrari turbo, l'8 cilindri biturbo che ha fatto sognare una generazione: la Ferrari F40. Mettersi al volante di questa belva è un delirio d'onnipotenza anche senza toccarla minimamente, se poi si volesse apportare qualche modifica al motore, allora alzate il volume ragazzi e chiudete gli occhi, perché girerete su voi stessi tanto forte quanto lo è il rombo di quest'auto. Peccato manchi un marchio blasonato come quello dell'Alfa Romeo, ma speriamo che Turn 10 rimedi con il prossimo capitolo di Forza Motorsport. Il supporto per l'online è solo la ciliegina sulla torta di un gioco godibilissimo e estremamente longevo anche e soprattutto in singolo giocatore. Ricercare la perfezione in ogni curva e in ogni tracciato, nonché raggiungere un livello di abilità tale da permettervi di acquistare o addirittura vincere l'auto dei vostri sogni vi porterà via un'infinità di tempo. Se pensate che esistano ancora giochi che valgano l'acquisto di una console, ebbene per gli amanti dei giochi di corse la killer application di Xbox 360 si chiama Forza Motorsport 2.

Voto - 8,5

Pregi
Simulazione stellare
Parco auto da pelle d'oca
Tracciati vari e impegnativi

Difetti
Mancano delle macchine che hanno fatto la storia dell'automobilismo
Graficamente nella media
Sensazione di velocità scarsa

Filippo "Grampasso" Ceron

venerdì 7 marzo 2008

Recensione Crazy Taxi(Dreamcast)

CRAZY TAXI
Piattaforma-Dreamcast
Sviluppatore-Hitmaker
Produttore-Sega
Data uscita-2000
Reperibilità-Buona

Se in seconda superiore sono stato rimandato con disonore lo devo probabilmente anche al cabinato di questo gioco...oltre che a una condotta non proprio esemplare ovviamente.
Sono pronto a scommettere che anche il meno afferrato in materia videoludica si è imbattuto almeno una volta nella vita in questo gioco che ancora oggi regna sovrano insieme a Virtua Striker e Zombie Revenge nelle sempre più agonizzanti sale giochi italiane...Crazy Taxi è la prova tangibile del genio crativo e della grande abbondanza di idee originale in seno ad una Sega nel suo periodo più prolifico che paradossalmente ha anche segnato la fine della sua ultima creatura...il Dreamcast!
Il gioco sviluppato da Hitmaker per conto di Sega ci vede vestire i panni di un tassinaro che mica è come quelli che siamo abituati vedere a Roma EUR...obesi, scazzati, maleducati e pronti a fregarti alla grande se vedono che non sei del posto...potremo infatti scegliere tra una rosa di veri e propri scappati di casa....stereotipi dei pazzi che di solito si rischia di incontrare in quella parte di America che più di tutto nel nostro immaginario collettivo rappresenta l El Dorado del divertimento sulle spiagge...la California.
Il gioco è infatti infarcito di una solarità senza limiti...tutto dai personaggi, alla città, alle musiche ci ricorda di quanto la costa ovest americana sia veramente il posto più pazzo d'America.
Lo scopo del gioco è tutto sommato semplice e vi posso assicurare che come quasi tutti gli arcade-game made in Sega il libretto delle istruzioni è a dir poco più che superfluo...a bordo del nostro taxi rigorosamente senza tettuccio dovremo semplicemente raccogliere clienti che aspettano solo di essere raccolti e quindi portarli a destinazione in varie parti della città entro un certo limite di tempo che varia a seconda della distanza da raggiungere.
Crazy Taxi si può riassumere in queste poche righe, tutt'altro discorso va invece fatto per il divertimento nudo e crudo, e per la spensieratezza che provoca a chi lo gioca...potrei scrivere per ore per convincervi di quanto mi ha divertito questo gioco...ma rischierei invece di sorbire l'effetto opposto tediandovi con i miei sgrammaticati sproloqui.
Tutto in Crazy Taxi è divertimento....saltare un camion in corsa mentre un passeggero afro col parruccone anni 70 si esalta al ritmo di Walla Walla degli Offpspring....partire a turbo dal Burgher King con quattro mimi da scarozzare nelle parti più disparate di una città che vi assicuro essere davvero enorme e varia e divisa ovviamente in quartieri tipo periferia, spiagge, campagne, centro amministrativo etc etc.
Come detto prima le musiche del gioco sono un altro grande punto di forza dell' esperienza meravigliosa che questo gioco vi lascia dentro...le musiche sono tutte ed esclusivamente degli Offspring la storica band punk rock di Orange County, che rafforzano ancora di più la sensazione di aver davvero a che fare con un angolo magico di California...le tracce vengono infatti direttamente da alcuni dei più grandi album della band... Conspiracy of One e Smash tanto per citarne solo alcuni.
Il gioco ha visto ben tre incarnazioni che hanno girato su diverse piattaforme...ovviamente tutte e tre sono presenti su cabinato Naomi e Sega Dreamcast eccezion fatta per il terzo episodio...che dopo la morte prematura della console si è visto esportato di peso sulle altre console domestiche.

Voto-8
Pregi
Atmosfera spensierata
Tutti possono giocarlo
Difetti
Niente arcade stick
Alcuni bug ti fanno incastrare senza motivo

Andrea "Doria" Marchi

giovedì 28 febbraio 2008

Recensione Bioshock(X360)

BIOSHOCK
Piattaforma: X360
Sviluppatore: 2k Boston
Produttore: Take Two
Data uscita: 2007
Reperibilità:Ottima
Fps, uno dei generi ludici che raggiunge numeri di vendita più alti (soprattutto negli USA), ma, anche uno dei generi oramai più piatti e senza innovazione che, oggi, sta eleggendo a nuovo messia su console, un "certo" Halo 3: sparacchino sviluppato da Bungie, dall'hype elevatissimo ma dalla resa finale (tranne l'ottimo multiplayer) invero singhiozzante. Ovviamente tutti hanno esaltato Halo 3: per essere "cool" e bearti di te stesso con gli amici del "bimbominkiaclub" devi giocare Halo 3. Qui è il momento in cui il redattore deve prendersi le proprie responsabilità verso il mondo e indirizzare la massa sul come non buttare nel cesso i propri sudati risparmi su un prodotto dallo spessore ludico totalmente inferiore. Il redattore quindi vi indirizza senza timor di critiche verso questo BioShock, sviluppato dai talentuosi ex-Irrational Games. Questo gioco è LA ventata d'aria fresca che tutti i fan di FPS aspettavano. Esso si pone in una posizione avanguardista e annovera una profondità strutturale eoni luce avanti ad altri esponenti del genere anche più quotati (da EDGE, ovviamente). A livello narrativo BioShock è qualcosa di inusitato in un genere che troppo spesso ha trame profonde quanto un discorso di Costantino Vitagliano.
Esso ci racconta la storia dell'utopia di un uomo che si tramuta nell'incubo di molti, un sogno destinato a diventare anarchia e dittatura allo stesso tempo, prendendo i lati peggiori di entrambi e che terrà attaccato allo schermo il giocatore fino allo "schlinderlistiano" finale. BioShock sconvolge per "l'umanità" che vi è insita: vi farà sentire un dio se "lavorerete" di plasmidi (speciali ricombinazioni genetiche che vi daranno poteri sovrannaturali) ma allo stesso tempo, se ne abuserete, esso vi farà notare la vostra perdita d'umanità, il vostro progressivo diventare mostri fra i mostri.
Ma non vi diremo troppo per non rovinarvi la sorpresa.
Tecnicamente BioShock è su livelli tecnici e artistici elevatissimi: ai nostri occhi si parerà davanti una metropoli utopistica sottomarina nata dall'unione del futurismo più sfrenato e di splendidi elementi Art Nouveau (il gioco è infatti ambientato negli anni '50).
Un motore poligonale di altissimo livello ricoperto da textures dettagliatissime e splendidamente colorate, il tutto con un'ottima fluidità senza rallentamenti di sorta.
Il livello di dettaglio grafico spaventoso si fa notare subito al passaggio dal primo filmato al primo istante giocabile con il nostro personaggio: il dettaglio è talmente elevato che non si percepisce lo stacco con il filmato. Il sonoro è altamente evocativo e già lo capiamo quando, nei primi momenti di gioco, ci troveremo accompagnati dalla divina chitarra gitana di Django Reinhart.
Tutte le musiche sono ispiratissime in generale, e i vari effetti di gioco metteranno a dura prova il vostro sistema nervoso, e tutto, cosa rara per un videogame, coadiuvato da un doppiaggio realmente variegato ed eccelso.
Cosa dire in definitiva di questo BioShock? Beh...possiamo attingere alla massima iniziale di Andrew Ryan, il creatore di Rapture: "l'uomo forse non ha diritto al frutto del sudore della sua fronte"? E visto che le risposte non lo soddisfacevano, esso scelse Rapture. Scelse l'impossibile. Beh, Ryan non è riuscito nel suo intento, invece alla 2k Boston ce l'hanno fatta: hanno rifilate sonore mazzate al sopravvalutatissimo Halo 3 e ai suoi presuntuosi creatori e, mentre essi si crogiolavano sul loro capolavoro annunciato, 2k Boston ha tirato fuori un gioco destinato a essere ricordato, e questo, al contrario di "altri", per VERI meriti.
Voto: 9
Pregi:
Struttura ludica avanguardista per il genere
Tecnicamente eccelso
Difetti:
Prima o poi finisce
Ancora qualcuno sta dicendo: "ma Halo 3"?

Luca "dracula83" Paternesi

martedì 19 febbraio 2008

Test Suncom TAC 2

SUNCOM Totally Accurate Controller 2

Oggi testiamo una delle periferiche che sicuramente ha accompagnato moltissimi di noi nelle lunghe nottate passate davanti all'Amiga, al Commodore 64, Atari ST e similiari.
Da molti definito come uno dei migliori joystick, se non il migliore, per le sucitate macchine: il Suncom Totally Accurate Controller 2...TAC 2 per gli amici.
Il joystick si presenta in una livrea molto austera e retrò(anche per l'epoca paragonato alle diavolerie create in quel periodo o anche al più "semplice" Competition Pro) ma di indiscutibile gusto e capace di infondere da subito un'innata sensazione di robustezza confermata poi dalla prova che vi andiamo a descrivere.
Il TAC 2 si presenta con: uno stick a 8 direzioni, due tasti fuoco e un collegamento tramite connettore a 9 pins(standard c64-128,Amiga,Atari 2600,ST e similiari), come dicevamo prima,quindi, molto essenziale nella sua dotazione.
Quando andiamo a sollecitare lo stick notiamo subito che non è presente il classico "click" dei joystick similiari e ciò è dato dal fatto che il TAC 2 non utilizza microswitches sollecitati dalla leva come i suoi concorrenti ma basa la sua tecnologia su una bilia metallica posta alla base dello stick che sollecitata dalla stessa va a toccare 4 contatti metallici posti all'interno che danno l'impulso del movimento, una soluzione se vogliamo abbastanza essenziale e tecnologicamente poco evoluta ma che come vedremo poi si rivela alla fine vincente.
Abbiamo testato il joystick su un'Amiga 600 con uno shoot em up bello impegnativo come Disposable Hero dei Boys Without Brain e la periferica si è comportata egregiamente dando sempre una perfetta sensazione di controllo senza la micro-latenza tipica della sollecitazione dell'asta sugli switches presenti in molti concorrenti.
Dopo una lunga sessione di gioco possiamo costatare nuovamente con piacere che il TAC 2 è un prodotto di ottima fattura e costruito con materiali robusti capace di infondere un'ottima sensazione di controllo in ogni situazione e con i più variegati generi ludici.
Abbiamo rilevato un solo seppur marginale difetto: se sottoposta a sollecitazioni molto elevate(al di sopra del normale utilizzo ludico comunque) l'asta del TAC 2 tende ad "allentarsi" ovverosia a presentare un gioco eccessivo della leva, aprendolo abbiamo costatato che ciò dipende dal gommino che collega la parte terminale dell'asta alla bilia interna che tende ad allentarsi.
Lo ripetiamo solo se sottoposto a sollecitazioni fuori dalla norma e comunque nulla di irrimediabile visto che una volta aperto il joystick basta dare una "stretta" al collegamento bilia-gommino-asta e tutto torna come prima.
Comunque al di sopra del succitato difetto la periferica funziona perfettamente e si presenta molto robusta e duratura e merita a nostro parere un posto di rilievo tra i joystick per Amiga e similiari.

CONCLUSIONI
Senza fronzoli e di ottima fattura: Un prodotto concreto.
APPROVATO

Luca "dracula83" Paternesi

giovedì 14 febbraio 2008

Recensione Shadow Fighter (Amiga)

SHADOW FIGHTER
Piattaforma-Amiga 500
Sviluppatore-NAPS team
Produttore-Gremlin
Data uscita-1994
Reperibilità-Buona


Picchiaduro a incontri e Amiga...brutta associazione di parole, soprattutto perche' la maggior parte delle software house giapponesi come la Capcom con il suo Street Fighter 2 davano in mano le licenze di conversione a case come la US Gold che spesso e volentieri deturparono grandi classici in fase di conversione di codice.
Parlavamo di Street Fighter 2...abbiamo una smorfia di raccapriccio ancora oggi se ripensiamo alla vergognosa conversione che la US Gold fece per Amiga tanto che faceva quasi dubitare delle reali risorse della meraviglia a 16 bit della Commodore.
Fortunatamente in pieno 1994 proprio nel periodo in cui molti sviluppatori stavano abbandonando Amiga qualcuno ha deciso di sfatare questo tabù e, sapere che si tratta di un team tutto italiano non puo' che farci piacere.
Mettiamo subito in chiaro una cosa: Shadow Fighter è senza riserve il miglior picchiaduro a incontri mai apparso su Amiga, e non per demerito delle succitate conversioni dei capolavori nipponici, ma soprattutto per una realizzazione magistrale: sprites disegnati e animati in maniera perfetta, personaggi dal tratto manga e giocabilità che da il giusto tributo ai vari shoryuken et similia del succitato capolavoro targato Capcom.
Fatevi bastare, una giocabilità fulminea che trae il meglio dal singolo tasto di fuoco e dallo stick del vostro joystick, fatevi bastare un ampio roster di personaggi selezionabili caratterizzati in maniera splendida, fatevi bastare fondali perfettamente animati tanto da far dubitare del quantitativo di ram realmente posseduto da Amiga e personaggi disegnati e animati in maniera ineccepibile, fatevi bastare le prese, finora sconosciute ai picchia picchia su Amiga fatevi bastare tutto questo senza preconcetti sulla macchina in cui gira e avrete un grandissimo picchiaduro a incontri, come gia' detto sicuramente il migliore mai apparso su Amiga e il fatto che sia stato programmato da un team italiano come dicevamo non puo' che inorgoglirci.

Voto-8,9
Pro
Grafica splendida
Ottima giocabilità
Molti personaggi e ottimamente diversificati
Contro
Nulla di rilevante da segnalare

Luca "dracula83" Paternesi

mercoledì 13 febbraio 2008

Recensione Shadow of the colossus (PS2)

SHADOW OF THE COLOSSUS
Piattaforma-PS2
Sviluppatore-ICO team SCEE
Produttore-SCEE
Data uscita-2005
Reperibilità-Ottima

E parlammo di ICO ...

Si qualche tempo fa abbiamo recensito su queste pagine il capolavoro di Fumito Ueda e ora ci accingiamo a fare lo stesso con il suo successore spirituale, Shadow of the colossus appunto.
Tutto comincia con noi....un tempio...la nostra ragazza esanime sull'altare e noi che chiediamo grazia a una qualche ancestrale divinità.
Vorremmo che fosse ancora in vita, la vorremmo strappare dal mondo dei defunti, ma ci costerà caro: la divinità ci concederà grazia solo se compiremo per lei una missione suicida, dovremmo abbattere i colossi che popolano quelle terre.
Ma cosa sono questi colossi?
Beh proprio quello che dice il nome, sono dei giganti dalle forme e dimensioni piu' disparate che vivono in quelle terre...visivamente...
tecnicamente invece sono i veri "livelli" del gioco nonche' una delle piu' grandi rivoluzioni del game design da che esso esiste.
Fumito Ueda prosegue il suo percorso "illuminista" nell'adventure cominciato proprio con ICO e fa si che i giganti siano il vero e proprio livello di gioco, si perchè una volta che ci pareremo di fronte ad essi dopo averli cercati in lungo e in largo in queste lande, dovremo studiarli, per scoprire i loro punti nevralgici(i punti vitali insomma) dove dovremo affondare la nostra spada.
Questi punti vitali sono, a seconda del gigante, in varie parti del loro corpo quindi dopo aver capito dove sono dovremo scalare letteralmente il colosso e cercare di colpirlo nei suddetti punti finche non stramazzerà al suolo e per far questo dovremo interagire spesso con le strutture circostanti.
Ma basta parlare di tecnicità su questo gioco, sarebbe quasi offensivo...
Parliamo dell'emozione che genera: quando vi si parerà di fronte il primo colosso capirete forse per la prima volta quanto noi umani siamo una cosa piccola e insignificante nei confronti dell'immensità della natura, ma sarete spinti oltre i limiti dell'umano coraggio dall'amore per l'amata defunta e vi arrampicherete, con determinazione, sfidando quella natura che sembra insormontabile.
Vedrete quel gigante che cercherà di scacciarvi come si fa con una fastidiosissima mosca, lo colpirete e lo vedrete provare dolore...
Intensamente...
Esso si agiterà ancora di più scoprendo che sta per morire...e proverete pena, per per quello che in fondo è solo un essere vivente la cui unica colpa è quella di essere il riscatto da pagare per la vita della vostra amata, si proverete pena quando vedrete i suoio occhi spegnersi...
Maledirete quella divinità per avervi affidato un compito del genere ma sarete spinti a compierlo, ogni volta che tornerete nel tempio dopo aver ucciso un colosso, vedendo quel fragile corpo esanime sull'altare.
Parliamo invece degli scenari maestosi che vi pareranno davanti: paesaggi splendidi e strutture monumentali e i colossi...essi sono delle vere opere d'arte animate che con la loro magnificenza si estendono a completamento stesso del paesaggio circostante.
Parliamo del vostro destriero, animato in maniera sublime, che ci accompagnerà nella nostra ricerca dei colossi, guidati solo dalla luce riflessa del sole nella nostra spada che ci indica la via percorribile.
Parliamo del sonoro, maestoso nel suo incedere e accompagnare l'epicità degli scontri.
Parliamo dell'atmosfera...disarmante...un'iconografia ludico-artistica parto di un team in un periodo di fervore creativo inimmaginabile.
Parliamo...no...
Stiamo parlando anche troppo, l'unica cosa che ci preme di dirvi e che questo Colossus è un'opera d'arte fatta di codice che si staglia li a deridere il consumismo moderno e i suoi miti passeggeri che alla prima folata di aria fresca si frantumano come un castello di sabbia e ponendosi li fiero come i colossi che lo rappresentano a testimoniare, insieme al già citato ICO, un periodo di verve creativa e stilistica eccezionale per alcuni dei migliori game designer oggi in attività.

Voto-9,8
Pro
Grafica splendida
Atmosfera unica
Originalità ludica stratosferica
Contro
...
...
...
...Bahhhhh!
Luca "dracula83" Paternesi

martedì 12 febbraio 2008

Counter Strike si materializza su Dreamcast

Lo sviluppo indipendente sulla mitica piattaforma Sega non conosce limiti...infatti la scena degli sviluppatori improvvisati per Dreamcast può contare su di una nutrita schiera di persone con mooooolto tempo libero e con una scarsa vita sociale mi viene da pensare.
Dovete sapere..... esite un tale che si fa chiamare Dreammatrix che ha pensato bene di rippare e modificare completamente le texture e i suoni di Half Life per poi impiantarci su quelle di Counter Strike...il risultato è un gioco tutto nuovo con il motore grafico di Half Life ovviamente....cosa che poi effettivamente fecero i programmatori di Counter Strike al tempo....però questo tizio lo ha fatto per Dreamcast.
Apro una piccola parentesi su Half Life per Dreamcast...il gioco non è mai uscito in via ufficiale sulla console Sega...sebbene il titolo in questione fosse ormai in sviluppo da anni....gli sviluppatori in fase di conversione da pc a dc avevano apportato numerose migliorie grafiche....infatti il gioco sembrava avanti anni luce rispetto alla sua controparte per pc che aveva ormai comunque fatto il suo tempo.
Dopo una massiccia campagna pubblicitaria il gioco venne incredibilmente cancellato a sole due settimane dalla sua uscita ufficiale cosa che lasciò sgomenta gran parte del popolo del Dreamcast....salvo poi lasciarli ancora più sgomenti poco tempo dopo quando il gioco si materializzò come per miracolo sulla nuova playstation 2 di Sony...potere del mercato gente, ma non dell'obiquità.
Fortuna che anche la potenza dello sharing scorre potente in qualche beta tester della Valve.... se oggi possiamo giocare alla cazzutissima versione dreamcast di Half Life lo dobbiamo presumibilmente a qualche spirito santo che ha infatti diffuso in rete il gioco completo...ed oggi basta digitare su Emule... Half life Dreamcast per potersi scaricare e quindi giocare questa ennesima meraviglia incompresa della console più sfortunata della storia.
Ebbene qui chiudo la parentesi sulle tristi sorti di Half Life per aggiungere ancora qualcosa su questo progetto amatoriale....non ci troviamo di fronte ad una semplice mod grafica di Half Life...il tizio ha rielaborato tutte le mappe, le armi, i suoni e cazzi annessi...quindi praticamente abbiamo Counter Strike per Dreamcast...l'opera di conversione è ancora in fase beta a quanto ho capito, ma sembrerebbe che il grosso del lavoro sia ormai stato fatto...infatti ben 13 livelli sono già belli che pronti....ho messo in scarico il rip del gioco...che và copiaincollato su varie cartelle di Half life e quindi rimasterizzato...credo che tra circa un paio di giorni avrò fatto tutto (ohi...ho anche una vita sociale io) e se siete interessati magari vi pubblico una piccola guida sul da farsi.

Qui sotto c'è il video su iutub che senza tanti giri di parole vi esplica ancora meglio la realizzazione del progetto...come vedete è un gioco tutto nuovo anche se la qualità del video è penosa...comunque sembra davvero Counter Strike cazzo....e se gira pure in VGA alloro godo!

Andrea "Doria" Marchi


sabato 9 febbraio 2008

Recensione Agony (Amiga 500)

AGONY
Piattaforma-Amiga 500
Sviluppatore-Psygnosis
Produttore-Psygnosis
Data uscita-1992
Reperibilità-Scarsa

Inizio anni 90...l'Amiga 500 dominava il mondo del videoludo europeo...epoca di fervore creativo nel nostro continente, gli sviluppatori europei si annoveravano in questo periodo tra i migliori al mondo e la maggior parte sviluppavano ovviamente per la meraviglia a 16 bit di casa Commodore:Team17, Factor 5, Bitmap Brothers, Delphine e molti altri tra cui Psygnosis appunto, tutti fautori di una splendida epopea ludica putroppo oramai legata solo ai ricordi.

Si parlava di Psygnosis: anche se ora è solo una branca della Sony europea nomata Sony Liverpool Studio,all'epoca rappresentava una delle migliori realtà ludiche europee.
Quello di cui stiamo andando a trattare, è quasi sicuramente la vetta più alta della creatività della software house inglese, e non ce ne vogliano i fan degli altri capolavori passati della SH in questione come Wipeout, la casa del gufo pur sfornando capolavori su capolavori non riusci mai a egualiare le vette artistiche raggiunte con questo gioco.

Già dall'intro ci accorgiamo che c'è qualcosa di più in questo gioco, quando veniamo accolti e abbracciati dallo splendido tema introduttivo opera di Tim Wright: una ,musica avvolgente, triste, malinconica che ci prende per mano e ci porta verso scenari di immortale bellezza...terre incantate oramai in rovina, mari in tempesta con relitti che galleggiano(il primo livello...da antologia...).
Arte grafica in poche parole...

Agony è una tela affrescata in movimento in cui vi sono disegni di inafferrabile bellezza, sprites animati in maniera sublime e fondali...cristo i fondali!
Vi si pareranno di fronte scenari immortali disegnati in un momento di elevatissimo fervore artistico dominati da un monumentale uso del parallasse: tutto o quasi in Agony si muove: il mare, il ponte in balia del vento di tempesta, i castelli sullo sfondo, la vegetazione, la luna...
Come si diceva all'inizio, in Agony anche il sonoro tocca vette inaudite: musicisti come il sopraccitato Tim Wright, Jaroen Tel, Robert Ling, Allister Brimble, Frank Sauer e Martin Wall composero musiche di immortale bellezza per l'occasione che ancora riescono come allora a rapire il fruitore con la loro sconvolgente bellezza.

A livello strutturale Agony si presenta come uno shoot em up altamente ostico nella sua elevatissima difficoltà generale, gli stage sono in tutto solamente sei ma la giocabilità che non permette il benchè minimo rilassamento o errore farà si che non sia un'impresa facile portare a termine il gioco, il giocatore occasionale anzi, crediamo, lo abbandonerà dopo i primi minuti, scoraggiato dalla difficolta' generale, ma per chi avrà la costanza di domarlo potra dire di aver vissuto una delle esperienze videoludiche più belle di sempre se non nel suo gameplay, in fondo tradizionale, nella sua ancora inarrivata supremazia artistica e nell'aver mostrato con dirompenza al mondo il talento mostruoso di programmatori come Yves Grolet, disegnatori come Frank Sauer e Marc Albinet e musicisti come quelli citati qualche riga fa...

Psygnosis all'apice della propria arte...INDIMENTICABILE!
Voto-9,6
Pro
Arte grafica in movimento
Musiche idilliache
Atmosfera inegualiata
Contro
Difficile, molto difficile

Luca "dracula83" Paternesi

Luca Paternesi(Amministratore)

Luca Paternesi(Amministratore)
VIDEOGIOCHI PREFERITI: The secret of Monkey Island, Another World, Agony, ICO

Andrea Marchi(Redattore)

Andrea Marchi(Redattore)
VIDEOGIOCHI PREFERITI: Final Fantasy 6, Broken Sword 2, Yoshi's island

Filippo Ceron(Redattore)

Filippo Ceron(Redattore)
VIDEOGIOCHI PREFERITI: Ocarina of time, Shenmue, Super Mario Bros 3

Edoardo Incerti(Redattore)

Edoardo Incerti(Redattore)
VIDEOGIOCHI PREFERITI: The king of fighters 94, Grim Fandango, Sin & Punishment


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